Estorsioni ordinate direttamente dal carcere di Poggioreale, due arresti

Le richieste di denaro sarebbero state presentate come il pagamento necessario per ottenere una forma di protezione

A cura di Redazione
22 settembre 2026 20:00
Estorsioni ordinate direttamente dal carcere di Poggioreale, due arresti -
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È stato condannato a 6 anni e 8 mesi di reclusione Alessandro Corda, pluripregiudicato di Trani ritenuto affiliato al clan Capriati di Bari Vecchia. La sentenza è stata pronunciata dalla gup del Tribunale di Bari Antonella Cafagna al termine di un processo celebrato con rito abbreviato.Corda era imputato per estorsione aggravata dal metodo mafioso. Al momento dei fatti si trovava detenuto nel carcere di Poggioreale, dove stava scontando una condanna definitiva per un omicidio commesso nel 2017.Le richieste di denaro partite dal carcereSecondo la ricostruzione della Dda di Bari, tra giugno 2024 e marzo 2025 l'imputato avrebbe contattato ripetutamente un imprenditore di Trani utilizzando un telefono cellulare che avrebbe avuto a disposizione all'interno della cella.Le richieste di denaro sarebbero state presentate come il pagamento necessario per ottenere una forma di protezione. Le somme, stando agli accertamenti, sarebbero progressivamente aumentate: dai 5mila euro iniziali fino a 30mila euro.L'imprenditore avrebbe effettuato diversi pagamenti, consegnando di volta in volta il denaro a persone indicate per la riscossione. Quando non sarebbe più stato in grado di soddisfare le richieste, sarebbero arrivate le minacce rivolte anche ai suoi familiari.Condannata anche Rosa FioreNel procedimento era imputata anche Rosa Fiore, condannata a 3 anni e 8 mesi di reclusione per estorsione aggravata. Secondo l'accusa, la donna avrebbe avuto il compito di incassare alcune delle somme richieste all'imprenditore.L'indagine sarebbe partita dall'analisi di alcuni telefoni sequestrati nell'ambito di un'altra inchiesta. Da quel materiale sarebbe emersa, secondo gli investigatori, la situazione dell'imprenditore, descritto come destinatario di continue richieste di denaro in cambio della prospettata protezione.Gli approfondimenti hanno poi riguardato chat, pedinamenti e l'ascolto di persone informate sui fatti, consentendo agli inquirenti di ricostruire la presunta attività estorsiva.Il risarcimento alle parti civiliLa sentenza prevede inoltre la condanna degli imputati al risarcimento dei danni in favore delle parti civili, tra cui l'imprenditore ritenuto vittima delle richieste e il Comune di Trani.La vicenda giudiziaria non è ancora conclusa per gli altri soggetti coinvolti nell'inchiesta: quattro presunti sodali di Corda sono infatti attualmente sotto processo con rito ordinario.

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