Erutta vulcano, famiglia napoletana con bambini bloccata a Giacarta

Il rientro era previsto per domenica, ma proprio quel giorno l’attività vulcanica ha provocato lo stop dei collegamenti aerei nella zona

A cura di Redazione
07 settembre 2026 20:30
Erutta vulcano, famiglia napoletana con bambini bloccata a Giacarta -
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L’eruzione dell’Anak Krakatoa ha provocato pesanti conseguenze sulla mobilità aerea in Indonesia, coinvolgendo anche alcuni cittadini italiani rimasti a terra dopo la sospensione dei collegamenti. La nube di cenere sprigionata dal vulcano ha infatti costretto alla chiusura temporanea di quattro aeroporti, con ripercussioni anche sui voli diretti verso l’Italia.Tra i passeggeri impossibilitati a rientrare c’è la famiglia Santorelli, che si trovava a Giacarta per un congresso medico. Il gruppo avrebbe dovuto fare ritorno a Napoli, ma l’eruzione ha modificato improvvisamente i programmi di viaggio, costringendo la famiglia a fermarsi nella capitale indonesiana.A raccontare la situazione è Massimo Santorelli, chirurgo plastico, arrivato in Indonesia per partecipare al convegno insieme alla moglie Assunta Albero e alle due figlie, Nadia e Antonia, rispettivamente di 7 e 9 anni.Il rientro era previsto per domenica, ma proprio quel giorno l’attività vulcanica ha provocato lo stop dei collegamenti aerei nella zona. La presenza delle ceneri vulcaniche nell’atmosfera rappresenta infatti un rischio per gli aeromobili, in particolare per i motori, rendendo necessaria la sospensione dei voli.La conseguenza è stata un blocco per migliaia di viaggiatori. La famiglia italiana si è ritrovata così costretta a prolungare la permanenza in un albergo situato nelle vicinanze dell’aeroporto di Giacarta, senza avere ancora una data certa per la partenza.La difficoltà maggiore, racconta Santorelli, riguarda soprattutto la presenza delle due bambine. Le autorità hanno infatti raccomandato di evitare di stare all’aperto a causa dei possibili rischi legati alla cenere vulcanica.Per proteggersi, la famiglia si è procurata delle mascherine. Una situazione che, per il medico napoletano, richiama inevitabilmente alla memoria il periodo dell’emergenza Covid, anche se questa volta il contesto è completamente diverso: invece di trovarsi nella propria abitazione, la famiglia è costretta a trascorrere le giornate all’interno di una camera d’albergo.Nel frattempo sono stati mantenuti i contatti con l’ambasciata italiana in Indonesia. La rappresentanza diplomatica si sarebbe attivata rapidamente per verificare le condizioni della famiglia e accertarsi che avesse la possibilità di affrontare autonomamente i giorni di permanenza forzata.Da questo punto di vista, Santorelli ha spiegato di poter contare sulle proprie risorse e di non avere particolari difficoltà per sostenere i costi dell’alloggio. È stato infatti lo stesso medico a provvedere alla sistemazione alberghiera per sé e per i propri familiari.La famiglia non sarebbe comunque l’unico gruppo di italiani coinvolto nelle conseguenze dell’eruzione. Nello stesso albergo, secondo quanto riferito dal medico, si trova anche un altro professionista italiano che avrebbe dovuto raggiungere Milano e che si trova nella medesima situazione, impossibilitato a partire e in attesa di informazioni sulla ripresa dei voli.Il problema principale resta proprio l’incertezza sui tempi. Al momento non è possibile stabilire con sicurezza quando gli aeroporti interessati potranno tornare pienamente operativi e quando sarà quindi possibile riprendere i collegamenti.Per gli italiani bloccati in Indonesia si tratta dunque di un’attesa resa ancora più complessa dalla necessità di gestire la situazione con bambini piccoli. L’obiettivo resta quello di poter riprendere il viaggio verso casa non appena le condizioni di sicurezza consentiranno la riapertura dei collegamenti aerei.Nel frattempo, la famiglia Santorelli continua a seguire gli aggiornamenti e a mantenere i contatti con le autorità italiane, aspettando di conoscere la data in cui potrà finalmente lasciare Giacarta e rientrare a Napoli.

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