Domenico, un video scagionerebbe Oppido da una delle accuse
I giudici sono chiamati a esaminare il ricorso presentato contro l'interdizione dall'esercizio della professione medica disposta dal gip
Una fotografia estratta dalla documentazione dell'inchiesta sulla morte di Domenico Caliendo potrebbe aggiungere un nuovo elemento alla ricostruzione del trapianto di cuore eseguito lo scorso 23 dicembre all'ospedale Monaldi di Napoli.A sostenerlo sono i legali del cardiochirurgo Guido Oppido, Alfredo Sorge e Vittorio Manes, che hanno illustrato il contenuto del documento al termine dell'udienza davanti al Tribunale del Riesame. I giudici sono chiamati a esaminare il ricorso presentato contro l'interdizione dall'esercizio della professione medica disposta dal gip Mariano Sorrentino nei confronti di Oppido e della sua vice Emma Bergonzoni, nell'ambito dell'inchiesta che contesta loro il reato di falso in cartella clinica.La foto delle 14.31Secondo la difesa, dalle copie forensi degli atti sarebbe stata ricavata un'immagine scattata alle 14.31, nella quale si vedrebbe un operatore sanitario con una mano all'interno di uno dei box utilizzati per il trasporto dell'organo.Per l'avvocato Sorge, questo elemento contrasterebbe con una parte della ricostruzione finora riportata nell'indagine. «Si vede un operatore sanitario intento con la mano a scavare nel box aperto», ha spiegato il legale, sostenendo che l'immagine dimostrerebbe come il contenitore fosse già stato aperto alle 14.31.La questione assume particolare rilievo perché uno dei punti controversi dell'inchiesta riguarda proprio la successione temporale delle operazioni.Il nodo della cardiectomiaAl centro degli accertamenti c'è infatti il momento in cui venne effettuata la cardiectomia, vale a dire la rimozione del cuore malato del bambino di due anni poi deceduto il 21 febbraio, rispetto all'arrivo in sala operatoria del cuore proveniente dal donatore.La tempistica delle due operazioni è uno degli aspetti più discussi del trapianto. Nel referto operatorio la cardiectomia viene indicata come eseguita «nel mentre» rispetto all'arrivo in sala del cuore destinato al bambino.La difesa contesta però la ricostruzione temporale e porta all'attenzione del Riesame alcuni elementi ricavati dalla documentazione fotografica e video.«I box erano già in sala alle 14.26»L'avvocato Manes ha individuato tre momenti che, secondo la difesa, sarebbero particolarmente significativi.Il primo riguarda le 14.26, quando i box destinati al trasporto degli organi risultavano già presenti in sala operatoria. Il secondo è rappresentato dalla fotografia delle 14.31, nella quale, secondo i legali, un operatore sarebbe già impegnato ad aprire il contenitore, mentre sarebbe ancora visibile il fumo prodotto dal ghiaccio secco.Il terzo elemento risale alle 14.34: un filmato mostrerebbe il cuore del donatore con attività contrattile.L'organo era arrivato in condizioni che avevano sollevato interrogativi, essendo risultato danneggiato dal ghiaccio secco utilizzato durante il trasporto.La decisione spetta ora al Tribunale del RiesameLa sequenza di fotografie e video viene quindi utilizzata dalla difesa per mettere in discussione la ricostruzione della tempistica contenuta negli atti dell'indagine. In particolare, i legali ritengono che la documentazione possa incidere sulla contestazione relativa alla compilazione della cartella clinica.Il Tribunale del Riesame dovrà ora valutare gli elementi portati dalle parti e decidere sul ricorso contro le misure interdittive disposte nei confronti di Oppido e Bergonzoni.Le contestazioni e le ricostruzioni investigative restano comunque oggetto del procedimento giudiziario e dovranno essere valutate nelle sedi competenti.