Carburanti, verso un buono benzina da 100 euro per i lavoratori

I tecnici starebbero però valutando anche un’alternativa: un contributo di importo più contenuto, ma distribuito mese per mese

A cura di Redazione
13 settembre 2026 20:30
Carburanti, verso un buono benzina da 100 euro per i lavoratori -
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Il governo studia una nuova misura per attenuare l’impatto del caro carburanti dopo la fine degli sconti generalizzati sulle accise. Sul tavolo dell’esecutivo ci sarebbe l’ipotesi di un buono benzina una tantum da 100 euro destinato ai lavoratori, sia dipendenti sia autonomi.La proposta, ancora in fase di valutazione tecnica e politica, nasce dall’esigenza di concentrare le risorse disponibili sulle categorie maggiormente esposte all’aumento dei costi di benzina e diesel, superando il meccanismo degli sconti applicati indistintamente a tutti gli automobilisti.Il bonus da 100 euroSecondo l’ipotesi attualmente allo studio, il beneficio potrebbe avere un valore complessivo di 100 euro e riguardare il trimestre compreso tra ottobre e dicembre.Una delle possibilità prese in considerazione è quella di riconoscere l’intero importo in un’unica soluzione, sotto forma di buono da utilizzare per l’acquisto di carburante. I tecnici starebbero però valutando anche un’alternativa: un contributo di importo più contenuto, ma distribuito mese per mese.La scelta dipenderà dalle risorse che il governo riuscirà a mettere a disposizione e dai criteri che verranno individuati per stabilire la platea dei beneficiari.Il vertice della maggioranzaA fare chiarezza sull’intervento sarà un vertice che la presidente del Consiglio Giorgia Meloni dovrebbe convocare all’inizio della settimana con i leader della maggioranza.L’obiettivo dell’esecutivo sarebbe arrivare a una decisione entro giovedì, quando terminerà lo sconto di 17,1 centesimi al litro sul diesel introdotto recentemente.La scadenza rappresenta quindi un passaggio decisivo per definire la strategia del governo sul caro carburanti. L’intenzione, secondo quanto riportato da La Repubblica, sarebbe quella di individuare una misura più selettiva rispetto ai precedenti tagli generalizzati.Il nodo delle copertureUno dei principali ostacoli resta però quello delle coperture finanziarie. Qualunque intervento di sostegno avrebbe infatti un costo per le casse dello Stato e le risorse effettivamente disponibili condizioneranno sia l’importo del bonus sia la sua durata.La scelta di una misura mirata consentirebbe di concentrare maggiormente la spesa pubblica su chi utilizza l’auto per motivi di lavoro o si trova in una situazione economica più difficile. Allo stesso tempo, però, restringere la platea dei beneficiari richiede l’individuazione di criteri precisi e facilmente applicabili.Il governo dovrà quindi trovare un equilibrio tra l’esigenza di intervenire rapidamente contro l’aumento dei prezzi alla pompa e quella di mantenere sotto controllo l’impatto della misura sui conti pubblici.Possibile aiuto anche alle famiglie con Isee bassoResta inoltre aperto il capitolo relativo alle famiglie economicamente più fragili. Nelle scorse settimane era stata avanzata anche l’ipotesi di introdurre un contributo specifico per i nuclei con Isee più basso.Non è ancora chiaro se questa misura verrà confermata accanto al bonus destinato ai lavoratori. Tra le possibilità considerate in precedenza c’erano anche forme di sostegno attraverso il welfare aziendale.Il quadro, dunque, non è ancora definitivo e le diverse ipotesi potrebbero essere modificate nelle prossime riunioni tecniche e politiche.Stop agli sconti generalizzatiIl possibile cambio di strategia nasce anche da una valutazione sull’efficacia dei precedenti interventi sulle accise.Il taglio generalizzato del prezzo del carburante ha il vantaggio di essere immediatamente percepibile da tutti gli automobilisti, ma comporta un costo significativo per lo Stato e non distingue tra chi ha effettivamente bisogno di un sostegno e chi, invece, può sostenere senza particolari difficoltà l’aumento del prezzo alla pompa.L’orientamento del governo sarebbe quindi quello di destinare le risorse a una platea più circoscritta, con particolare attenzione ai lavoratori che utilizzano l’auto per gli spostamenti professionali e alle famiglie con minori disponibilità economiche.Tra le risorse potenzialmente utilizzabili viene indicato anche l’extragettito Iva legato all’aumento dei prezzi, che potrebbe contribuire, almeno in parte, a finanziare le nuove misure.Le reazioniLa questione viene seguita con attenzione anche dalle associazioni di categoria dei gestori degli impianti di carburante, che in passato hanno espresso perplessità nei confronti di interventi analoghi, ritenendoli non sempre sufficientemente incisivi sul prezzo effettivamente pagato dagli automobilisti.Dall’opposizione, invece, arriva la richiesta di misure considerate più strutturali e in grado di sostenere soprattutto le famiglie che maggiormente risentono dell’aumento dei costi di mobilità.Per ora, comunque, nessuna delle ipotesi è stata ancora trasformata in un provvedimento definitivo. Il bonus da 100 euro resta una proposta allo studio, così come la possibilità di affiancare un sostegno specifico per i nuclei con Isee basso.Le decisioni finali dovrebbero maturare nelle prossime settimane, anche in vista della legge di bilancio, quando il governo dovrà definire nel dettaglio importi, destinatari, modalità di erogazione e coperture finanziarie delle misure contro il caro carburanti.

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