Busta lanciata in carcere: all'interno c'erano otto telefoni

Si tratta di dispositivi che, se fossero riusciti a superare il muro di cinta, sarebbero potuti finire nell’area destinata al passeggio dei detenut

A cura di Redazione
13 settembre 2026 15:00
Busta lanciata in carcere: all'interno c'erano otto telefoni -
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Erano pronti a lanciare oltre il muro di cinta della casa di reclusione di Aversa una busta contenente telefoni cellulari e altro materiale destinato, secondo la ricostruzione, a entrare illegalmente all’interno dell’istituto penitenziario. L’intervento della Polizia penitenziaria ha però permesso di interrompere il tentativo e di bloccare una delle due persone coinvolte.L’episodio si è verificato nei pressi del carcere di Aversa, in provincia di Caserta. Gli agenti hanno notato due persone che si stavano muovendo in prossimità del muro di cinta e che, secondo quanto ricostruito, erano in procinto di lanciare una busta all’interno della struttura.La busta con telefoni e schede simAll’interno della busta sono stati trovati quattro minicellulari e cinque smartphone, oltre ad altrettante schede sim. Nel materiale sequestrato erano presenti anche cavi Usb e caricabatterie.Si tratta di dispositivi che, se fossero riusciti a superare il muro di cinta, sarebbero potuti finire nell’area destinata al passeggio dei detenuti. Da lì, secondo la ricostruzione, i telefoni avrebbero potuto essere recuperati e successivamente introdotti all’interno dell’istituto.La presenza di numerosi dispositivi e degli accessori necessari al loro funzionamento ha fatto scattare immediatamente l’intervento degli agenti.Uno bloccato, l’altro riesce a fuggireQuando la Polizia penitenziaria è intervenuta, le due persone avrebbero tentato di allontanarsi. Una di loro è stata raggiunta e bloccata dagli agenti della casa di reclusione di Aversa.La seconda persona, invece, è riuscita a fuggire. Gli operatori della Polizia penitenziaria, però, l’avrebbero riconosciuta come un ex detenuto dell’istituto.Gli accertamenti sono ora finalizzati anche a ricostruire l’esatta dinamica dell’episodio e a verificare l’eventuale ruolo avuto dai due soggetti nel tentativo di introdurre i dispositivi all’interno del carcere.L’attenzione sull’introduzione di cellulari in carcereL’episodio riaccende l’attenzione sul fenomeno dell’introduzione di telefoni cellulari all’interno degli istituti penitenziari. Dispositivi di questo tipo possono consentire comunicazioni non autorizzate e rappresentano quindi un elemento particolarmente delicato sotto il profilo della sicurezza.Nel caso di Aversa, l’intervento degli agenti avrebbe impedito che la busta raggiungesse l’area interna destinata al passeggio, evitando così che il materiale potesse essere recuperato dai detenuti.Il plauso del sindacatoSull’operazione è intervenuto Angelo Palumbo, delegato Uspp della provincia di Caserta, che ha espresso apprezzamento per l’attività svolta dal personale della Polizia penitenziaria.“Con professionalità, prontezza e spirito di servizio, il personale della polizia penitenziaria si è reso protagonista di un’importante operazione finalizzata a contrastare l’introduzione di materiale illecito all’interno dell’Istituto”, ha commentato Palumbo.Il delegato Uspp ha quindi sottolineato il ruolo degli agenti nella prevenzione e nel contrasto dei tentativi di introdurre materiale non consentito all’interno delle strutture penitenziarie.“Ancora una volta, la professionalità degli agenti dimostra di essere un presidio fondamentale per la sicurezza degli istituti e della collettività”, ha concluso.Gli accertamenti proseguono ora per ricostruire ogni dettaglio della vicenda, identificare formalmente la persona riuscita a fuggire e chiarire a chi fossero destinati i telefoni, le schede sim e gli altri accessori recuperati nella busta.

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