Bimbo di 5 anni morso da una vipera: è in condizioni critiche al Santobono

è stato somministrato il siero antivipera, l'antidoto utilizzato per contrastare gli effetti del veleno

A cura di Redazione
08 settembre 2026 09:00
Bimbo di 5 anni morso da una vipera: è in condizioni critiche al Santobono -
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È stabile ma resta in condizioni critiche il bambino di 5 anni morso da una vipera mentre giocava nel giardino di casa a Oliveto Citra, nell'Alta Valle del Sele, in provincia di Salerno. Il piccolo si trova ricoverato in terapia sub intensiva all'ospedale pediatrico Santobono di Napoli, dove è arrivato dopo il trasferimento d'urgenza dal presidio sanitario locale.Secondo quanto appreso da fonti qualificate, il bambino è vigile e viene tenuto sotto stretto monitoraggio dai medici. Dopo il ricovero al Santobono è stato somministrato il siero antivipera, l'antidoto utilizzato per contrastare gli effetti del veleno inoculato dal serpente. Il trattamento avrebbe prodotto un rapido miglioramento delle condizioni cliniche del piccolo, che resta comunque sotto osservazione a causa della gravità della situazione.È stato inoltre accertato che a mordere il bambino sia stata effettivamente una vipera e non un'altra specie di serpente. Un elemento importante per consentire ai medici di intervenire con la terapia più appropriata.L'episodio è avvenuto nel pomeriggio di sabato 5 settembre. Il bambino si trovava nel cortile dell'abitazione quando è stato morso. I genitori, accortisi immediatamente dell'accaduto, sono intervenuti e hanno accompagnato il figlio all'ospedale più vicino, dove il personale sanitario ha provveduto alle prime cure e ha valutato la necessità di trasferirlo in un centro pediatrico specializzato.Una volta stabilizzato, è stato disposto il trasferimento al Santobono di Napoli. Qui i medici hanno seguito l'evoluzione del quadro clinico e si sono confrontati con gli specialisti del Centro Antiveleni dell'ospedale Cardarelli, riferimento regionale per le intossicazioni e i casi di avvelenamento.Al termine del consulto è stata presa la decisione di procedere con la somministrazione dell'antidoto. Dopo il trattamento, le condizioni del bambino hanno mostrato un miglioramento. Il piccolo è ora vigile e stabile, ma la situazione rimane delicata e richiede un monitoraggio continuo in terapia sub intensiva.### Terzo caso di morso di vipera in Campania in pochi giorniIl caso di Oliveto Citra riaccende l'attenzione sulla presenza delle vipere sul territorio campano. Quello che ha coinvolto il bambino di 5 anni è infatti il terzo episodio segnalato nell'arco di pochi giorni.Nei giorni scorsi un altro morso di vipera aveva avuto come vittima una consigliera milanese che si trovava a Pioppi, frazione di Pollica, nel Cilento. Anche in quel caso si era reso necessario il trasferimento in una struttura ospedaliera specializzata e la paziente era stata accompagnata al Cardarelli di Napoli per le cure e il monitoraggio.Nello stesso periodo un altro giovane è stato ricoverato dopo essere stato morso da una vipera. I due pazienti ricoverati al Cardarelli sono stati visitati nei giorni scorsi anche dagli esponenti ambientalisti Carlo Ceparano, Rino Nasti e Lorenzo De Stefano, che hanno seguito da vicino l'evoluzione dei casi.Non è la prima volta che episodi di questo tipo si verificano in Campania. Già lo scorso anno un uomo di 62 anni era stato morso da una vipera, confermando come il rischio, seppur legato a eventi relativamente poco frequenti, sia presente soprattutto nelle aree collinari e montane e nelle zone dove la vegetazione e l'habitat naturale favoriscono la presenza dei serpenti.Nel caso del bambino di Oliveto Citra, l'episodio è avvenuto però all'interno del giardino di casa, a dimostrazione del fatto che l'incontro con una vipera può verificarsi anche in prossimità delle abitazioni, soprattutto nelle aree rurali o a ridosso di zone verdi.Ora l'attenzione resta concentrata sulle condizioni del piccolo, che continuerà a essere seguito dai sanitari del Santobono. Il miglioramento registrato dopo la somministrazione dell'antidoto rappresenta un elemento positivo, ma i medici mantengono la massima cautela vista la situazione clinica e gli effetti che il veleno può provocare sull'organismo.Per la famiglia, dopo la paura iniziale e la corsa in ospedale, comincia ora l'attesa per l'evoluzione delle condizioni del bambino.

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