Bimbo autistico picchiato a scuola, c'è un file audio con le violenze

La famiglia ha utilizzato un piccolo registratore, cucito negli abiti del bambino, con l'intento di raccogliere informazioni

A cura di Redazione
03 settembre 2026 18:00
Bimbo autistico picchiato a scuola, c'è un file audio con le violenze -
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Tornava a casa da scuola con lividi, escoriazioni e altri segni sul corpo. A destare particolare preoccupazione nei genitori non sono state soltanto quelle lesioni, ma anche i cambiamenti nel comportamento del figlio: continui sbalzi d'umore e crisi d'ansia che, nel tempo, avrebbero fatto crescere i dubbi sulla sua permanenza a scuola.La vicenda riguarda un bambino di 9 anni, affetto da autismo grave e non verbale, che frequenta un istituto scolastico nel quartiere di Scampia, a Napoli.I familiari, non riuscendo a spiegarsi l'origine delle lesioni, hanno deciso inizialmente di chiedere chiarimenti al personale scolastico. Secondo quanto riferito dall'avvocato della famiglia, Francesco Petruzzi, e dall'europarlamentare di Avs Francesco Emilio Borrelli, ai genitori sarebbe stato spiegato che i lividi potevano essere conseguenza di comportamenti autolesionistici.Una spiegazione che, però, non avrebbe convinto la famiglia.Il piccolo registratore cucito nei vestitiA quel punto i genitori avrebbero deciso di cercare elementi in grado di chiarire cosa accadesse al figlio durante le ore trascorse a scuola.La famiglia ha quindi utilizzato un piccolo registratore, cucito negli abiti del bambino, con l'intento di raccogliere informazioni su quanto sarebbe avvenuto durante la sua permanenza nell'istituto.Secondo la ricostruzione diffusa dall'avvocato Petruzzi e da Borrelli, dalle registrazioni sarebbe emerso un quadro particolarmente preoccupante.I file audio, stando a quanto denunciato, conterrebbero infatti le voci di un operatore di supporto al sostegno che si sarebbe rivolto al bambino con toni aggressivi e minacciosi.Ma sarebbero soprattutto alcuni rumori registrati in sottofondo ad aver allarmato ulteriormente la famiglia: secondo quanto riferito, sarebbero riconducibili a presunte percosse, seguite dal pianto del bambino.Si tratta di elementi che dovranno naturalmente essere sottoposti agli accertamenti degli investigatori.La denuncia ai carabinieriDopo aver ascoltato le registrazioni, i genitori hanno deciso di rivolgersi alle forze dell'ordine.La denuncia è stata presentata ai carabinieri della stazione di Marianella, ai quali sono stati consegnati i file audio raccolti dalla famiglia.Agli investigatori sono stati inoltre messi a disposizione i documenti sanitari relativi alle lesioni riscontrate sul bambino.Tra gli elementi acquisiti ci sono i referti del Pronto soccorso dell'ospedale pediatrico Santobono di Napoli, nei quali sarebbero state indicate lesioni eritematose, escoriazioni al collo e contusioni alle braccia.La diagnosi riportata nei referti sarebbe quella di «maltrattamento di minore».Ora bisogna verificare cosa sia accadutoLe registrazioni e la documentazione medica rappresentano ora elementi al centro degli accertamenti.Sarà necessario verificare la natura delle lesioni, ricostruire quando e dove siano state provocate e soprattutto stabilire se esista una corrispondenza tra quanto registrato e i segni riscontrati sul corpo del bambino.La particolare condizione del minore rende la vicenda ancora più delicata. Il bambino, essendo non verbale, non avrebbe la possibilità di raccontare direttamente ciò che eventualmente accade durante le ore trascorse lontano dalla famiglia.Proprio per questo, ogni elemento utile alla ricostruzione dei fatti dovrà essere esaminato con particolare attenzione.L’avvocato: «Accertare tutte le responsabilità»Francesco Petruzzi, legale della famiglia, ha sottolineato la necessità di fare piena luce sull'intera vicenda.«Ciò che emerge dai file è di una gravità inaudita», ha affermato l'avvocato.L'obiettivo della famiglia, ha spiegato, è «garantire che vengano accertate tutte le responsabilità, sia dirette che per omessa vigilanza», mettendo al centro la tutela del bambino.L'indagine dovrà quindi stabilire non soltanto se le presunte condotte contenute nella denuncia siano effettivamente avvenute, ma anche se vi siano eventuali ulteriori responsabilità da parte di chi avrebbe dovuto vigilare e garantire la sicurezza del minore.Borrelli chiede interventi immediatiSulla vicenda è intervenuto anche Francesco Emilio Borrelli, che ha chiesto all'Ufficio scolastico regionale e alle altre autorità competenti di intervenire rapidamente.L'esponente di Avs ha sollecitato, qualora gli elementi raccolti dovessero trovare conferma, l'immediato allontanamento delle persone eventualmente coinvolte dal contatto con gli alunni.«I responsabili devono essere immediatamente sospesi da ogni incarico e allontanati dal contatto con i minori», ha affermato Borrelli.L'europarlamentare ha definito «ignobili» le eventuali condotte che dovessero essere confermate dalle registrazioni e dai referti medici.Una vicenda che ora passa agli inquirentiLa denuncia apre adesso una fase di accertamenti durante la quale dovranno essere verificati tutti gli elementi raccolti dalla famiglia.Le registrazioni audio dovranno essere analizzate e contestualizzate, mentre la documentazione sanitaria potrà contribuire a ricostruire la natura e l'entità delle lesioni riportate dal bambino.Al momento, dunque, le accuse contenute nella denuncia devono essere considerate come tali e saranno gli investigatori e, successivamente, l'autorità giudiziaria a stabilire cosa sia realmente accaduto.Resta intanto la preoccupazione della famiglia per un bambino particolarmente vulnerabile, incapace di riferire autonomamente eventuali episodi vissuti durante la giornata scolastica.La richiesta dei genitori è ora soprattutto una: capire l'origine di quei segni e accertare se dietro le lesioni e i cambiamenti osservati nel comportamento del figlio vi sia effettivamente quanto denunciato.

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