Agguato con la mitraglietta, catturato al Centro Commerciale Campania
Quattro persone fermate, un ingente arsenale di armi sequestrato e un'inchiesta che ha permesso di ricostruire una serie di episodi collegati
Quattro persone fermate, un ingente arsenale di armi sequestrato e un'inchiesta che ha permesso di ricostruire una serie di episodi collegati a una violenta contrapposizione tra gruppi criminali. È questo il bilancio delle indagini condotte dai Carabinieri della Sezione Operativa di Bergamo, coordinati dalla Procura della Repubblica di Bergamo, sulla sparatoria avvenuta il 21 giugno 2026 nei pressi delle piscine Aquamore di Seriate.L'agguato, secondo quanto emerso dalle investigazioni, sarebbe maturato nell'ambito di contrasti tra gruppi rivali per il controllo delle attività di spaccio di droga sul territorio. Al centro della vicenda ci sarebbe un gruppo guidato da un cittadino marocchino di 27 anni, conosciuto con il soprannome di "Botros", ritenuto dagli investigatori una delle figure di riferimento della compagine coinvolta nella faida.Le indagini hanno consentito di ricostruire anche un precedente episodio, avvenuto pochi giorni prima della sparatoria di Seriate. Il 15 giugno, infatti, una dozzina di uomini armati, riconducibili al gruppo guidato da Botros, si sarebbe recata nei boschi di San Paolo d'Argon alla ricerca di un rivale. Il gruppo, secondo la ricostruzione degli investigatori, era intenzionato a rintracciare l'uomo, ma la spedizione non avrebbe raggiunto l'obiettivo.Sei giorni dopo, il 21 giugno, il gruppo sarebbe entrato nuovamente in azione. Questa volta l'obiettivo sarebbe stato individuato nei pressi delle piscine Aquamore di Seriate. Contro di lui sarebbero stati esplosi almeno sette colpi d'arma da fuoco, utilizzando un kalashnikov e una mitraglietta. La vittima dell'agguato, tuttavia, riuscì a mettersi in salvo e a fuggire senza riportare ferite.Da quel momento è partita una complessa attività investigativa che ha consentito ai Carabinieri di ricostruire progressivamente la rete di rapporti, gli spostamenti degli indagati e i possibili retroscena della sparatoria. Gli accertamenti hanno portato, nei giorni scorsi, alla cattura di Botros e di un suo presunto complice a Vigevano, mentre altre due persone sono state fermate nell'ambito della stessa indagine.Parallelamente, l'attività investigativa ha permesso di individuare alcuni depositi utilizzati per nascondere armi e stupefacenti. Nei boschi compresi tra Vittuone, nel Milanese, e Oleggio Castello, in provincia di Novara, i militari hanno scoperto veri e propri arsenali clandestini. All'interno dei nascondigli sono stati trovati kalashnikov, fucili d'assalto, munizioni e droga, oltre a una somma di denaro contante quantificata in circa 80mila euro.Un ulteriore passaggio decisivo dell'inchiesta è arrivato l'8 luglio 2026, quando i Carabinieri della Sezione Operativa di Bergamo, seguendo gli sviluppi dell'attività investigativa, sono riusciti a localizzare un'auto sospetta partita da Brescia e diretta verso il Sud Italia.I militari hanno seguito a distanza il veicolo per un lungo tratto, attendendo il momento ritenuto più favorevole per intervenire. Il pedinamento si è concluso in provincia di Caserta, dove l'uomo si è fermato nei pressi dell'affollato Centro Commerciale Campania di Marcianise.A quel punto i Carabinieri sono entrati in azione e hanno arrestato E.R.M., l'uomo individuato dagli investigatori come vittima dell'agguato di Seriate. Dopo l'arresto, E.R.M. è stato condotto nel carcere di Santa Maria Capua Vetere, a disposizione dell'autorità giudiziaria.La sua testimonianza avrebbe successivamente fornito agli investigatori elementi ritenuti fondamentali per il prosieguo dell'inchiesta. Sentito dal Pubblico Ministero della Procura della Repubblica di Bergamo, l'uomo avrebbe infatti indicato l'identità del suo aggressore e fornito una serie di ulteriori dettagli utili a ricostruire la vicenda.Nel corso dell'audizione, E.R.M. avrebbe inoltre riferito di precedenti tentativi di eliminarlo che sarebbero avvenuti in provincia di Bergamo e che, secondo il suo racconto, sarebbero stati riconducibili allo stesso Botros e al gruppo a lui legato. In quelle occasioni, l'uomo sarebbe riuscito ogni volta a sottrarsi agli aggressori.Gli elementi raccolti dagli investigatori delineano quindi uno scenario caratterizzato da una forte conflittualità tra gruppi contrapposti, con la disponibilità di armi da guerra, ingenti quantitativi di stupefacenti e consistenti somme di denaro. La sparatoria del 21 giugno, in questa prospettiva, non sarebbe stata un episodio isolato, ma l'ultimo capitolo di una contrapposizione che gli investigatori stanno cercando di ricostruire in tutti i suoi passaggi.L'inchiesta dei Carabinieri di Bergamo, coordinata dalla Procura, resta dunque aperta e punta ora a chiarire ulteriormente ruoli, responsabilità e collegamenti tra le persone coinvolte, oltre a definire la provenienza delle armi e la destinazione della droga sequestrata.Il bilancio provvisorio è di quattro persone fermate e un arsenale sequestrato, mentre gli accertamenti proseguono per fare piena luce sulla rete criminale e sui rapporti che avrebbero portato prima ai tentativi di rintracciare il rivale nei boschi di San Paolo d'Argon e, pochi giorni dopo, all'agguato armato davanti alle piscine di Seriate.