Scambio di embrioni, altre famiglie in pericolo

Il caso è emerso dopo che una coppia ha scoperto che la bambina nata non aveva legami biologici con loro

A cura di Redazione
18 agosto 2026 08:00
Scambio di embrioni, altre famiglie in pericolo -
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Si allarga il caso che riguarda il centro di procreazione medicalmente assistita dell'ospedale San Paolo di Napoli. Dopo la vicenda della coppia che ha scoperto di non avere un legame biologico con la bambina nata a seguito dell'impianto di un embrione crioconservato, altre famiglie hanno chiesto di conoscere la sorte del proprio materiale biologico conservato nella struttura. La vicenda è ora al centro di un'inchiesta condotta dai carabinieri del Nas, coordinata dalla Procura di Napoli. Al momento, l'ipotesi di reato contestata è quella di lesioni colpose.

L'embrione impiantato non sarebbe appartenuto alla coppia

Il caso è emerso dopo che una coppia ha scoperto che la bambina nata a seguito di un trattamento di procreazione medicalmente assistita non aveva legami biologici con loro.

Secondo quanto ricostruito finora, alla donna sarebbe stato trasferito un embrione appartenente a un'altra coppia. La vicenda ha sollevato interrogativi sulla gestione e sulla tracciabilità degli embrioni conservati nel centro di Fuorigrotta.

L'Asl, dopo che la storia è diventata pubblica, ha precisato in un comunicato di escludere che si sia verificato uno «scambio di embrioni», lasciando intendere che l'embrione della coppia coinvolta non sarebbe stato impiantato in un'altra donna.

L'azienda sanitaria ha inoltre riferito di aver svolto a suo tempo una verifica interna e di aver sospeso le attività del centro, informando le coppie interessate.

Altre famiglie chiedono di sapere dove siano gli embrioni

Nel frattempo, la vicenda ha coinvolto un numero crescente di coppie. L'avvocato Francesco Petruzzi, che assiste i coniugi al centro del primo caso, ha fatto sapere che altre famiglie sono in attesa di ricevere informazioni sui propri embrioni.

In particolare, secondo quanto riferito dal legale, alcune coppie non avrebbero ancora ricevuto risposte definitive sulla collocazione del materiale biologico crioconservato.

Una delle famiglie interessate si è già rivolta al giudice civile per ottenere chiarimenti. La decisione è attesa a settembre.

Nove embrioni al centro delle richieste

Stando alle informazioni finora rese note, le richieste riguarderebbero complessivamente diversi embrioni crioconservati.

Quattro sarebbero quelli appartenenti alla prima coppia, quella che ha poi avuto la bambina risultata biologicamente estranea. Altri due farebbero riferimento a una seconda coppia, mentre tre apparterrebbero a una terza famiglia.

Alle coppie già coinvolte se ne sono aggiunte nelle ultime ore altre due, che avrebbero a loro volta chiesto informazioni sul destino dei propri embrioni.

Indagine ancora in corso

Gli accertamenti dovranno ora chiarire cosa sia effettivamente accaduto all'interno del centro e, soprattutto, ricostruire con precisione le procedure adottate nella conservazione, identificazione e gestione degli embrioni.

Il lavoro degli investigatori dovrà inoltre stabilire se vi siano state responsabilità e se eventuali irregolarità abbiano avuto un ruolo nella vicenda.

Per le famiglie coinvolte, intanto, resta soprattutto l'attesa di risposte certe sul proprio materiale biologico e sulla corretta gestione delle procedure alle quali si erano affidate per costruire il proprio percorso di genitorialità.

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