Muore in ospedale, il corpo sarà riesumato
Per quattro volte si era rivolto al Pronto soccorso di due diversi ospedali, lamentando un persistente dolore alla schiena e all’addome
Per quattro volte si era rivolto al Pronto soccorso di due diversi ospedali, lamentando un persistente dolore alla schiena e all’addome. Un malessere che non gli dava tregua e che, secondo quanto denunciato dalla famiglia, sarebbe stato trattato come una semplice colica intestinale. Pochi giorni dopo, però, Antonio Verde, 53 anni, coordinatore dell’isola ecologica di Grumo Nevano, è morto all’ospedale Moscati di Aversa. La causa indicata è una dissezione dell’aorta addominale.Una morte improvvisa e dolorosa che ora è al centro di un’inchiesta della Procura di Napoli Nord. A presentare la denuncia è stata la figlia dell’uomo, che, accompagnata dal proprio legale, si è rivolta ai carabinieri della caserma di Grumo Nevano, guidata dal maresciallo Gennaro D’Alesio. Nell’esposto vengono ricostruiti i diversi accessi alle strutture sanitarie e vengono sollevati dubbi sull’adeguatezza delle valutazioni effettuate dai sanitari.La famiglia contesta in particolare una presunta sottovalutazione dei sintomi che, secondo l’ipotesi ora al vaglio della magistratura, potrebbero essere stati riconducibili alla grave patologia che ha poi provocato il decesso.Quattro accessi in pochi giorniLa vicenda ha avuto inizio negli ultimi giorni di luglio. Antonio Verde si è recato al Pronto soccorso dell’ospedale di Frattamaggiore a causa di un persistente dolore alla schiena, accompagnato da fitte all’addome. Un quadro particolarmente doloroso che, nonostante le cure ricevute, non si sarebbe risolto.Non vedendo miglioramenti, l’uomo ha deciso di rivolgersi, poche ore dopo, al Pronto soccorso dell’ospedale Moscati di Aversa. Anche in questa occasione, dopo essere stato sottoposto alle valutazioni e alle cure del caso, Verde sarebbe tornato a casa senza che i disturbi fossero definitivamente risolti.Il dolore, tuttavia, continuava. L’uomo è quindi tornato nuovamente presso la struttura sanitaria di Frattamaggiore e, successivamente, ancora ad Aversa.L’ultimo accesso risale alla serata del 31 luglio. Questa volta, considerate le sue condizioni, i sanitari hanno disposto il ricovero. Ma il quadro clinico è rapidamente precipitato.Antonio Verde è morto poco dopo le 6 del mattino del primo agosto, a poche ore dal ricovero. A provocarne il decesso sarebbe stata la dissezione dell’aorta addominale, una grave emergenza cardiovascolare.La denuncia della figliaDopo il funerale e la tumulazione nel cimitero consortile di Frattamaggiore, la figlia dell’uomo ha deciso di rivolgersi alla magistratura. Nella denuncia presentata ai carabinieri di Grumo Nevano vengono messi in fila i quattro accessi al Pronto soccorso e le condizioni lamentate dal 53enne.L’esposto punta l’attenzione sull’iter seguito nei due ospedali e chiede di verificare se, alla luce dei sintomi presentati, fosse possibile individuare prima la patologia che ha portato alla morte.Si tratta, naturalmente, di ipotesi che dovranno essere verificate nell’ambito dell’inchiesta. Saranno gli accertamenti disposti dalla Procura a stabilire se vi siano state responsabilità e se esista un eventuale collegamento tra le valutazioni sanitarie effettuate durante i precedenti accessi e il successivo aggravamento delle condizioni dell’uomo.La Procura sequestra le cartelle clinicheLa Procura di Napoli Nord, diretta dal procuratore Domenico Airoma, aveva disposto già dopo la presentazione della denuncia il sequestro delle cartelle cliniche relative agli accessi effettuati da Verde nei due ospedali.I documenti sanitari saranno fondamentali per ricostruire nel dettaglio la sequenza degli eventi, le condizioni cliniche riscontrate durante ciascun accesso, gli esami eventualmente effettuati e le decisioni assunte dai sanitari.Nell’ambito dell'inchiesta, la Procura ha inoltre disposto un accertamento irripetibile sulla salma.La riesumazione e l’autopsiaLa salma di Antonio Verde è stata riesumata nella mattinata di ieri e trasferita all’obitorio dell’ospedale San Giuliano di Giugliano, dove è stata eseguita l’autopsia da parte dei periti nominati dalla Procura.L’esame autoptico dovrà contribuire a chiarire le cause e le modalità del decesso e, soprattutto, fornire elementi utili agli investigatori per comprendere l’evoluzione della patologia.Al termine dell’autopsia, la salma è stata riconsegnata alla famiglia per essere nuovamente sepolta nella stessa giornata. Per i familiari si è trattato di un ulteriore momento di dolore, a pochi giorni dalla perdita.Per conoscere gli esiti definitivi degli accertamenti sarà necessario attendere i tempi tecnici previsti per la conclusione della perizia: i risultati dell’autopsia, secondo quanto emerso, non saranno disponibili prima di circa 60 giorni.Il dolore di Grumo Nevano e CasandrinoLa morte di Antonio Verde ha suscitato profondo cordoglio a Grumo Nevano, dove l’uomo lavorava come coordinatore dell’isola ecologica ed era conosciuto e apprezzato per la serietà e la professionalità con cui svolgeva il proprio incarico.Verde aveva inoltre mantenuto un forte legame con Casandrino, città di origine alla quale era rimasto particolarmente legato anche dopo essersi stabilito a Grumo Nevano.Avrebbe compiuto 54 anni il prossimo 9 agosto, pochi giorni dopo la sua morte.Ora la parola passa alla magistratura. L’inchiesta dovrà accertare attraverso la documentazione sanitaria, gli esiti dell’autopsia e gli ulteriori elementi investigativi se la dissezione dell’aorta addominale potesse essere individuata in occasione dei precedenti accessi e se, in relazione alle cure ricevute, siano configurabili eventuali responsabilità.Fino alla conclusione degli accertamenti, ogni valutazione sulle responsabilità resta quindi da verificare nelle sedi competenti.