Mamma e figlio di 6 anni sequestrati e picchiati per due notti a Sant'Antonio Abate
Il sospetto di un possibile tradimento avrebbe fatto precipitare la situazione
È arrivata in caserma con il figlio di 6 anni stretto tra le braccia, urlando e chiedendo aiuto. La donna, 24 anni, presentava lividi ed escoriazioni sul corpo. Anche il bambino aveva graffi. Una fuga disperata che, secondo il racconto raccolto dai carabinieri, avrebbe messo fine a due giorni trascorsi sotto minacce e violenze all’interno di un’abitazione di Sant’Antonio Abate, in provincia di Napoli. I militari hanno immediatamente richiesto l’intervento del 118. Soltanto dopo essersi sentita al sicuro, la giovane sarebbe riuscita a calmarsi e a raccontare quanto, secondo la sua testimonianza, era accaduto nelle ore precedenti.
La 24enne, madre del bambino avuto da una precedente relazione, da alcuni mesi aveva una relazione con un uomo di 28 anni, titolare di un B&B. All’inizio il rapporto sarebbe sembrato normale, ma con il passare del tempo, secondo la ricostruzione dei carabinieri, sarebbero comparsi atteggiamenti sempre più ossessivi, legati alla gelosia e al controllo della compagna.
La gelosia e l’accusa di tradimento
Il sospetto di un possibile tradimento avrebbe fatto precipitare la situazione. Secondo quanto riferito dalla donna, l’uomo avrebbe progressivamente trasformato la convivenza in una serie di comportamenti vessatori, con episodi di violenza già verificatisi in precedenza.
La notte dell’11 agosto, però, sarebbe avvenuto l’episodio più grave. Intorno alle 23, il 28enne, convinto che la compagna lo avesse tradito, avrebbe chiuso a chiave la porta dell’appartamento, impedendo alla donna e al bambino di uscire.
La giovane avrebbe cercato di reagire e di opporsi, ma sarebbe stata aggredita. L’uomo, secondo il racconto fornito ai militari, l’avrebbe colpita ripetutamente con un bastone chiodato mentre teneva il figlio in braccio. Anche il bambino sarebbe rimasto coinvolto nell’aggressione, riportando graffi.
Da quel momento, madre e figlio sarebbero rimasti chiusi nell’abitazione per due notti. Un periodo segnato, secondo la denuncia della donna, da pianti, minacce e ulteriori episodi di violenza.
L’uomo avrebbe continuato a chiederle di ammettere un presunto tradimento, alternando momenti in cui si sarebbe scusato ad altri in cui avrebbe nuovamente aggredito la compagna.
La fuga durante una sosta
La possibilità di chiedere aiuto sarebbe arrivata soltanto la mattina del 13 agosto. Il 28enne avrebbe dovuto uscire per acquistare cibo e sigarette e avrebbe portato con sé la compagna e il bambino.
Durante il tragitto, una distrazione dell’uomo avrebbe permesso alla donna di tentare la fuga. La 24enne avrebbe aperto lo sportello dell’auto e sarebbe scappata portando il figlio con sé, dirigendosi verso la caserma dei carabinieri.
La fuga si sarebbe incrociata casualmente con il fratello della giovane, che in quel momento transitava in auto nelle vicinanze. L’uomo avrebbe fatto salire a bordo la sorella e il bambino, accompagnandoli direttamente dai militari.
In caserma la donna ha raccontato quanto, secondo la sua versione, era accaduto durante quei giorni. I carabinieri hanno quindi predisposto immediatamente un intervento per rintracciare il compagno.
Arrestato il 28enne
I militari hanno raggiunto l’uomo nell’appartamento e lo hanno bloccato. Al termine degli accertamenti è scattato l’arresto.
Il 28enne è stato trasferito in carcere e dovrà rispondere, secondo le contestazioni formulate nei suoi confronti, di sequestro di persona, lesioni personali aggravate e maltrattamenti in famiglia.
La madre e il bambino sono stati affidati alle cure necessarie dopo la fuga. Le indagini dovranno ora ricostruire nel dettaglio quanto accaduto nell’abitazione e verificare le accuse formulate dalla donna, mentre proseguiranno gli accertamenti sulle lesioni riportate da entrambi.