La Sonrisa, coperta l'insegna del Castello delle Cerimonie
Il grande cancello d'ingresso, un tempo immediatamente riconoscibile per chi percorreva via Stabia, non mostra più il nome
Il nome dell'ex Castello delle Cerimonie comincia a scomparire anche dalla segnaletica stradale. A Sant'Antonio Abate, dopo il passaggio della struttura nella proprietà pubblica e la chiusura dell'attività, il Comune ha disposto la copertura delle insegne e dei cartelli che per decenni hanno indicato agli automobilisti la strada per raggiungere il celebre ristorante-hotel La Sonrisa. Nel giro di 24 ore gli addetti comunali hanno provveduto a coprire con appositi teli l'insegna principale della struttura e la segnaletica installata lungo via Stabia, all'altezza del civico 500. Un intervento dal forte valore simbolico, considerando che quei cartelli erano diventati negli anni un riferimento per migliaia di sposi, invitati e clienti diretti al famoso locale.
L'insegna coperta dopo quasi quarant'anni
La Sonrisa, resa celebre anche dal programma televisivo dedicato alle cerimonie, è oggi chiusa e sottoposta a vigilanza. Il complesso, al centro di una lunga vicenda giudiziaria legata all'abusivismo edilizio e alla lottizzazione abusiva, è stato trasferito al patrimonio del Comune.
La copertura delle insegne rappresenta così un ulteriore passaggio nella trasformazione di quello che per decenni è stato uno dei luoghi simbolo dell'area vesuviana e dei Monti Lattari.
Il grande cancello d'ingresso, un tempo immediatamente riconoscibile per chi percorreva via Stabia, non mostra più il nome che ha accompagnato generazioni di feste e ricevimenti.
La rabbia della famiglia Polese
La decisione ha provocato la reazione della famiglia Polese, storica proprietaria della struttura.
Anna Polese, nipote di don Antonio, ha affidato ai social il proprio sfogo, contestando l'idea che decenni di storia possano essere cancellati semplicemente coprendo un'insegna.
Anche Gaetano Davide, storico collaboratore della struttura e volto noto del programma televisivo, ha commentato duramente l'iniziativa.
Dietro le proteste non ci sarebbe soltanto il valore simbolico della cancellazione delle insegne. La famiglia e i lavoratori continuano infatti a chiedere attenzione per il futuro dei dipendenti e dell'intero indotto costruito negli anni attorno alla struttura.
Il nodo dei lavoratori
La vicenda occupazionale rappresenta ora uno dei principali interrogativi. La chiusura della Sonrisa non coinvolge infatti soltanto i lavoratori direttamente impiegati nell'hotel e nel ristorante, ma anche un sistema di fornitori, manutentori e attività che negli anni hanno lavorato intorno alla struttura.
Proprio su questo punto è intervenuto il prefetto di Napoli, Michele Di Bari, al termine della riunione del Comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica tenutasi a Sant'Antonio Abate.
Il prefetto ha sottolineato la necessità di mantenere distinti due piani: da una parte quello giudiziario e patrimoniale, dall'altra quello sociale e occupazionale.
“Il patrimonio è stato trasferito al Comune”
Di Bari ha ribadito che la vicenda deve essere affrontata innanzitutto sul piano del diritto: lo Stato ha dato seguito alle decisioni dell'autorità giudiziaria e il patrimonio è stato trasferito al Comune, che dovrà ora stabilirne la futura destinazione.
Il destino della struttura, dunque, non può essere confuso con quello dei lavoratori. Sono due questioni differenti, anche se inevitabilmente collegate sotto il profilo delle conseguenze economiche e sociali.
Per questo la Prefettura ha manifestato la propria disponibilità a favorire un tavolo di confronto dedicato all'occupazione.
Un futuro ancora da definire
Mentre le insegne vengono coperte e i cancelli restano chiusi, rimane ancora da stabilire quale sarà il futuro dell'ex Castello delle Cerimonie.
Il Comune dovrà individuare una nuova destinazione per il bene entrato nel patrimonio pubblico, mentre sul fronte occupazionale si apre la partita per cercare di tutelare i lavoratori e le attività dell'indotto.
Per la famiglia Polese, intanto, la rimozione dei simboli che hanno caratterizzato la struttura per decenni rappresenta una ferita ulteriore. Per le istituzioni, invece, si tratta di una conseguenza del nuovo status giuridico del complesso.
La Sonrisa cambia così volto: dopo decenni di feste, ricevimenti e notorietà televisiva, il cancello resta chiuso e anche il nome che per quasi quarant'anni ha indicato la strada verso il “Castello delle Cerimonie” è ormai nascosto sotto un telo.