La moglie di Poppella con la Sla: "Curarsi è un lusso, io posso pagare ma altri no"

Il noto pasticcere ha deciso di utilizzare la propria visibilità per accendere l'attenzione sulle tante famiglie

A cura di Redazione
15 agosto 2026 16:00
La moglie di Poppella con la Sla: "Curarsi è un lusso, io posso pagare ma altri no" -
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Ha scelto i social per raccontare una parte della sua vita finora rimasta lontana dai riflettori. Ciro Scognamillo, conosciuto a Napoli come Poppella, ha parlato pubblicamente della malattia della moglie Anna e delle difficoltà che una famiglia si trova ad affrontare quando la Sla entra nella propria quotidianità.Un messaggio personale, ma anche un appello rivolto alle istituzioni. Il noto pasticcere ha infatti deciso di utilizzare la propria visibilità per accendere l'attenzione sulle tante famiglie che, diversamente da lui, non hanno la possibilità economica di sostenere autonomamente tutte le terapie necessarie.«Oggi non parlo da imprenditore, ma da marito»Nel video pubblicato sui social, Scognamillo ha raccontato senza nascondere l'emozione il momento che sta vivendo.Ha spiegato di avere paura e di aver scelto di parlarne proprio perché la sua esperienza possa diventare uno strumento per dare voce a chi affronta la stessa malattia nell'ombra e senza adeguate risorse.«Da quando mia moglie si è ammalata di Sla la mia vita è cambiata», ha raccontato, spiegando come la malattia abbia modificato profondamente anche gli equilibri dell'intera famiglia.Un mondo che, prima della diagnosi, conosceva soltanto da lontano e che oggi vive direttamente: quello delle difficoltà quotidiane, delle terapie, delle attese e delle preoccupazioni che accompagnano i malati e i loro familiari.«Fisioterapia e logopedia non sono un lusso»Uno dei punti centrali del suo appello riguarda l'accesso alle cure e all'assistenza.Scognamillo ha sottolineato di essere nella condizione di poter sostenere economicamente le terapie della moglie, tra cui fisioterapia e logopedia, ma proprio questa possibilità gli ha fatto nascere una domanda: come fanno le famiglie che non possono permetterselo?Secondo il pasticcere napoletano, queste prestazioni non dovrebbero essere considerate un privilegio riservato a chi dispone di maggiori risorse economiche, ma una necessità per chi convive con una malattia grave.Da qui la richiesta alle istituzioni affinché il sostegno ai pazienti e alle loro famiglie sia concreto e tempestivo.L'appello alla ricerca e ai nuovi protocolliNel suo intervento Scognamillo ha parlato anche della necessità di accelerare la ricerca e di rendere più accessibili i percorsi terapeutici innovativi.Tra le possibilità citate nel suo appello ci sono anche i protocolli sperimentali basati sulle cellule staminali, che secondo il pasticcere rappresentano una speranza per molti pazienti.Il suo auspicio è che vengano rafforzati gli investimenti nella ricerca e che le famiglie possano ricevere informazioni chiare sui percorsi disponibili, senza dover affrontare ulteriori ostacoli burocratici.«Non chiedo privilegi, chiedo diritti»È questo il messaggio che Scognamillo ha voluto ribadire con maggiore forza.Ha riconosciuto di essere fortunato per poter sostenere le cure della moglie, ma ha sottolineato che la possibilità di curarsi non dovrebbe dipendere dalle disponibilità economiche della famiglia.Il suo appello è rivolto quindi a Regione e Stato perché vengano garantiti percorsi assistenziali adeguati, fisioterapia, logopedia, sostegno alle famiglie e accesso alle opportunità terapeutiche.«Dietro ogni malato c'è una moglie, un marito, dei figli», è il senso della sua denuncia. La malattia, infatti, non coinvolge soltanto chi riceve una diagnosi, ma modifica la vita dell'intero nucleo familiare.Con il suo intervento pubblico, Poppella ha trasformato così una vicenda profondamente privata in un appello collettivo: non lasciare sole le famiglie che ogni giorno affrontano la Sla e fare in modo che le cure non diventino un privilegio per pochi.

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