Figlio di 16 anni uccide la mamma di botte

La donna era ancora viva quando sono arrivati i soccorritori, ma le condizioni erano gravissime

A cura di Redazione
31 agosto 2026 14:30
Figlio di 16 anni uccide la mamma di botte -
Condividi

Ha chiamato lui il numero unico delle emergenze. Dall’altra parte della cornetta avrebbe pronunciato poche parole, quelle che hanno fatto scattare immediatamente l’intervento delle forze dell’ordine: «Venite, l’ho picchiata, forse è morta». Quando gli agenti sono arrivati, lo hanno trovato all’ingresso del palazzo, seduto a terra e con la maglietta sporca di sangue.

È la drammatica sequenza che ha sconvolto Centocelle, quartiere della periferia est di Roma, nell’ultima domenica di agosto. Protagonisti della vicenda sono una donna che avrebbe compiuto 50 anni il prossimo dicembre e il figlio di 16 anni, appena compiuti nei primi giorni di agosto.


La tragedia nell’appartamento

L’allarme è scattato nel primo pomeriggio, intorno alle 14.30. Poco dopo la chiamata del ragazzo sono arrivati gli agenti delle Volanti, gli investigatori della Squadra Mobile e gli specialisti della Scientifica.

All’interno dell’abitazione, al primo piano dello stabile, si trovava la madre. La donna era ancora viva quando sono arrivati i soccorritori, ma le condizioni erano gravissime. È stata trasferita d’urgenza al policlinico di Tor Vergata, dove è deceduta alcune ore più tardi.

La dinamica esatta dell’aggressione è ancora al vaglio degli investigatori. Secondo una prima ricostruzione, il ragazzo avrebbe colpito la madre con le mani, facendola cadere. Non è ancora chiaro se nella colluttazione la donna abbia riportato un trauma alla testa oppure se sia stata successivamente utilizzata anche un’arma impropria o un oggetto contundente.

Saranno soprattutto gli accertamenti medico-legali e l’autopsia a fornire elementi utili per stabilire con precisione le cause della morte e ricostruire la successione dei colpi.

Il ragazzo ricoverato in Psichiatria

Dopo l’intervento della polizia, il sedicenne è stato accompagnato al policlinico Umberto I, dove è stato ricoverato e sottoposto a osservazione nel reparto di Psichiatria.

La Procura per i minorenni dovrà ora ricostruire cosa sia accaduto nelle ore precedenti all’aggressione e soprattutto cosa abbia provocato la violenta reazione del ragazzo.

Gli investigatori stanno raccogliendo testimonianze, esaminando gli elementi trovati nell’appartamento e ricostruendo la storia familiare. Il giovane, secondo quanto emerge dalle prime informazioni, avrebbe avuto in passato alcune problematiche già note e affrontate attraverso percorsi di assistenza. Un quadro ancora da approfondire e che, da solo, non consente di spiegare quanto accaduto.

Il sedicenne sarà nuovamente ascoltato dagli inquirenti nell’ambito delle procedure previste per i minorenni, con la presenza delle figure professionali necessarie.

I vicini: «Non avevamo mai sentito nulla»

Nel palazzo di Centocelle nessuno sembra essersi accorto di quello che stava accadendo nell’appartamento.

I residenti raccontano di non aver sentito urla, richieste di aiuto o rumori tali da far pensare a una situazione di emergenza. La famiglia abitava nello stabile da alcuni anni e, almeno all’esterno, la quotidianità sembrava quella di tante altre persone.

«Erano quasi degli invisibili», raccontano alcuni vicini. La donna viene descritta come una persona riservata ma disponibile, conosciuta soprattutto per i lavori che svolgeva come dog-sitter o badante. Avrebbe affrontato anche una malattia con determinazione, continuando a occuparsi del figlio.

Il ragazzo, invece, viene ricordato come un adolescente tranquillo e taciturno, uno dei tanti giovani che frequentano quotidianamente la scuola e vivono nel quartiere.

Proprio questo rende ancora più difficile per i residenti comprendere come sia potuta maturare una tragedia di queste proporzioni senza che nessuno, almeno apparentemente, si accorgesse di una situazione di particolare pericolo.

Le indagini della Squadra Mobile

Per diverse ore gli investigatori hanno lavorato all’interno dell’abitazione. Gli specialisti della Polizia scientifica hanno effettuato i rilievi e repertato diversi elementi che potrebbero essere utili alle indagini.

L’appartamento è stato sottoposto agli accertamenti necessari e sono stati raccolti anche oggetti che potrebbero contribuire a chiarire la dinamica dell’aggressione.

Il lavoro degli investigatori si concentra ora sulla ricostruzione completa della vicenda: dai rapporti tra madre e figlio alle eventuali difficoltà vissute dal ragazzo, fino a ciò che è avvenuto immediatamente prima dell’aggressione.

Resta inoltre da chiarire cosa abbia spinto il sedicenne a colpire la madre e, subito dopo, a chiedere aiuto. Un passaggio particolarmente significativo per gli investigatori, perché sarebbe stato proprio il ragazzo, dopo l’aggressione, a rendersi conto della gravità della situazione e a chiamare i soccorsi.

Nel frattempo, la notizia ha lasciato sotto choc l’intero quartiere. Il palazzo, rimasto per ore al centro dell’attività degli investigatori, è tornato lentamente alla normalità soltanto in serata. Ma dietro una porta ormai sigillata resta una tragedia familiare ancora tutta da comprendere.

Segui il Fatto Vesuviano