Detenuto diabetico muore in carcere a 36 anni

In particolare viene sollevata la questione degli aghi utilizzati per la somministrazione dell'insulina

A cura di Redazione
17 agosto 2026 16:00
Detenuto diabetico muore in carcere a 36 anni -
Condividi

A oltre un anno dalla morte di Ciro Pettirosso, i suoi genitori continuano a chiedere che venga fatta piena luce sulle circostanze che portarono al decesso del figlio, avvenuto il 7 febbraio 2025 nel carcere di Bellizzi Irpino. Pettirosso, 36 anni, era detenuto ed era affetto da diabete mellito di tipo 1. Secondo quanto emerso dall'autopsia, la morte sarebbe stata provocata da una «insufficienza cardio-respiratoria acuta e terminale» determinata da uno scompenso glico-metabolico acuto con ipoglicemia severa, in un soggetto affetto da diabete di tipo 1 «cronicamente scompensato».Un quadro che, secondo la famiglia, rende necessario approfondire la gestione della patologia durante la permanenza in carcere e verificare se siano state adottate tutte le misure necessarie per evitare l'aggravarsi delle sue condizioni.I dubbi sulla terapia insulinicaAl centro delle richieste della famiglia ci sarebbe innanzitutto la gestione quotidiana della terapia.In particolare, viene sollevata la questione degli aghi utilizzati per la somministrazione dell'insulina. Secondo quanto denunciato dai familiari, questi dispositivi non sarebbero stati formalmente vietati all'interno dell'istituto penitenziario, ma la procedura necessaria per renderli disponibili ai sanitari sarebbe stata particolarmente complessa.Per i genitori di Ciro occorre quindi accertare se l'iter adottato all'interno del carcere abbia effettivamente consentito al figlio di disporre degli strumenti più appropriati per la gestione del diabete e quali dispositivi siano stati concretamente utilizzati dal personale sanitario.La domanda centrale è dunque capire se la terapia sia stata somministrata nelle modalità necessarie per un paziente affetto da diabete mellito di tipo 1 e se, nelle ore precedenti al decesso, siano stati effettuati tutti gli interventi necessari per monitorare e correggere eventuali alterazioni della glicemia.La presenza di THCC'è poi un altro elemento che la famiglia considera meritevole di approfondimento: la presenza di THC, il principale componente psicoattivo della cannabis, riscontrata negli accertamenti effettuati sul corpo del 36enne.Anche su questo punto i genitori chiedono di conoscere la dinamica dei fatti. In particolare, vogliono sapere se Ciro avesse assunto marijuana e, qualora fosse stata effettivamente consumata all'interno dell'istituto, come la sostanza sia riuscita a entrare nel carcere.Si tratta, secondo la famiglia, di un ulteriore interrogativo che deve essere inserito nella ricostruzione complessiva delle ultime ore di vita del detenuto.Il caso era arrivato anche in ParlamentoLa vicenda aveva già raggiunto il Parlamento. Nel giugno 2025 il ministro della Giustizia Carlo Nordio, rispondendo a un'interrogazione parlamentare, aveva riferito che le cause del decesso erano ancora in corso di accertamento.A distanza di tempo, i familiari continuano quindi a sollecitare chiarimenti attraverso la Procura di Avellino, chiedendo di verificare se eventuali criticità nell'assistenza sanitaria possano avere avuto un ruolo nella morte.La famiglia Pettirosso è assistita dagli avvocati Amedeo Di Pietro e Vittorio Guadalupi, che chiedono che vengano esaminati tutti gli aspetti della vicenda, dalla gestione della terapia insulinica alle procedure interne, fino alla presenza del THC.«Ogni dubbio deve essere chiarito»Per i genitori di Ciro, la questione non riguarda soltanto l'individuazione della causa medica del decesso, ma soprattutto la necessità di capire se il figlio abbia ricevuto tutte le cure e le attenzioni necessarie mentre si trovava sotto la custodia dello Stato.«Se una persona muore quando è affidata alla custodia dello Stato, ogni dubbio deve essere chiarito fino in fondo», sottolineano i legali della famiglia.È questo il punto su cui insistono i genitori: sapere cosa sia realmente accaduto a Ciro, ricostruire le sue condizioni nelle ore precedenti alla morte e verificare se la sua patologia fosse stata gestita in maniera adeguata.Gli accertamenti dovranno ora stabilire se vi siano state effettive criticità nell'assistenza sanitaria e se queste possano aver avuto un'incidenza sul tragico epilogo. La famiglia, intanto, continua ad attendere risposte.

Segui il Fatto Vesuviano