Campi Flegrei, le case sgomberate salgono a 198
Sono ormai 2.129 le persone costrette a lasciare la propria abitazione dopo il terremoto di magnitudo 4.7
Sono ormai 2.129 le persone costrette a lasciare la propria abitazione dopo il terremoto di magnitudo 4.7 che lo scorso 31 luglio ha colpito l'area dei Campi Flegrei. A distanza di giorni dal sisma, l'emergenza non è ancora terminata e continua il lavoro dei Vigili del Fuoco e degli altri operatori impegnati nei territori maggiormente interessati dagli effetti del terremoto.Il bilancio degli interventi effettuati finora fotografa una situazione ancora complessa: sono circa 1.200 gli interventi eseguiti dai Vigili del Fuoco, mentre altri 144 risultano ancora da effettuare. Le verifiche hanno portato allo sgombero di 198 edifici, per un totale di 930 unità abitative interessate dai provvedimenti.Oltre duemila persone fuori casaDelle 2.129 persone che non possono al momento rientrare nella propria abitazione, la maggior parte ha trovato una sistemazione autonoma.Sono infatti 2.023 gli sfollati che hanno trovato una soluzione attraverso familiari, amici o altre sistemazioni indipendenti, mentre 106 persone sono ospitate in strutture alberghiere messe a disposizione nell'ambito dell'organizzazione dell'emergenza.Al Palatrincone, invece, sono attualmente accolte 65 persone. Non tutte, secondo quanto riferito, sono destinatarie di un'ordinanza di sgombero: la struttura rappresenta infatti uno dei punti di accoglienza predisposti per fornire assistenza alla popolazione.Acqua, ancora interventi a PozzuoliTra le principali criticità affrontate in questi giorni c'è anche quella relativa alla rete idrica.A Pozzuoli prosegue l'assistenza alle persone rimaste senza acqua attraverso tre autobotti kilolitriche dei Vigili del Fuoco, utilizzate per la distribuzione di acqua non potabile alla popolazione.Sul fronte del ripristino della rete, però, arrivano segnali positivi. Secondo il report emerso dall'ultima riunione del Centro di coordinamento dei soccorsi, delle 73 segnalazioni relative a problemi alla rete idrica, 68 sono già state risolte.Restano quindi ancora alcune situazioni da affrontare, mentre le squadre continuano a operare sul territorio per completare gli interventi.“Sempre più vicini alla popolazione”Il lavoro dei Vigili del Fuoco non si limita alle verifiche sulla stabilità degli edifici.Il comandante provinciale dei Vigili del Fuoco, Giuseppe Paduano, ha sottolineato come l'arrivo di nuovi rinforzi dal Centro Operativo Nazionale e dalla Direzione Regionale della Campania stia consentendo di aumentare progressivamente la presenza sul territorio flegreo.L'attività comprende non soltanto i controlli di sicurezza, ma anche il supporto alle persone che devono recuperare beni personali dalle abitazioni dichiarate temporaneamente inagibili.Un'attività particolarmente delicata, perché deve essere svolta garantendo contemporaneamente la sicurezza degli operatori e dei cittadini.Riaprono alcuni siti archeologiciL'emergenza legata al terremoto ha interessato anche il patrimonio storico e archeologico dei Campi Flegrei.In questo quadro, arrivano però le prime riaperture. L'Anfiteatro Flavio è tornato accessibile al pubblico, seppure con percorsi limitati. Riaperto, con modalità analoghe, anche il Castello Aragonese di Baia.Per altri siti archeologici della zona non sono state rilevate nuove criticità rispetto a quelle già individuate nei precedenti sopralluoghi.La verifica del patrimonio culturale rappresenta uno degli aspetti più delicati della gestione dell'emergenza, considerando la straordinaria concentrazione di siti storici presenti nell'area flegrea.Via Montagna Spaccata, sopralluogo il 10 agostoResta invece da definire il percorso per la riapertura di via Montagna Spaccata, una delle arterie interessate dalle conseguenze dell'emergenza.Per lunedì 10 agosto è stato programmato un sopralluogo congiunto che servirà a definire gli interventi necessari per mettere in sicurezza la strada e stabilire le condizioni per il ritorno alla normale viabilità.L'obiettivo è individuare gli interventi prioritari e accelerare, per quanto possibile, i tempi di ripristino.Parte il cantiere dell'hub di via ArtiacoNel frattempo è entrato nella fase operativa anche un altro intervento destinato ad avere un ruolo importante nella gestione delle emergenze future.È infatti partito il cantiere dell'hub di via Artiaco, una struttura prevista dalla pianificazione comunale di protezione civile per affrontare il rischio legato al bradisismo.Il nuovo punto rappresenterà un elemento aggiuntivo della rete di assistenza alla popolazione, con l'obiettivo di rafforzare la capacità di risposta del territorio in caso di nuove emergenze.Una struttura che assume particolare importanza proprio alla luce della situazione vissuta nelle ultime settimane e della necessità di disporre di spazi adeguati per accoglienza, assistenza e coordinamento delle operazioni.L'emergenza non è ancora conclusaA diversi giorni dal terremoto del 31 luglio, dunque, la macchina dei soccorsi continua a essere pienamente operativa.Il numero degli edifici sgomberati e delle persone ancora fuori casa resta significativo, così come il numero degli interventi che devono essere completati.Parallelamente, però, procede il ripristino dei servizi essenziali, vengono riaperti progressivamente alcuni luoghi di interesse culturale e vengono predisposti nuovi strumenti per migliorare la capacità di gestione delle emergenze.La priorità rimane quella di consentire alle famiglie di rientrare nelle proprie abitazioni soltanto quando saranno garantite condizioni di sicurezza, completando nel frattempo gli interventi sulle reti e sulle infrastrutture più colpite.Nei Campi Flegrei, quindi, il lavoro prosegue senza sosta: controlli, assistenza alla popolazione, recupero dei beni, ripristino dei servizi e messa in sicurezza del territorio restano le principali attività della macchina dell'emergenza.