Bollo auto, arriva la riforma

Il bollo continuerà ad avere una durata di dodici mesi e dovrà essere versato in un'unica soluzione annuale

A cura di Redazione
11 agosto 2026 08:00
Bollo auto, arriva la riforma -
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Dal 2028 cambieranno le regole per il pagamento del bollo auto, ma non l'importo della tassa. La novità contenuta nel decreto legislativo sui tributi regionali e locali approvato dal governo riguarda infatti soprattutto le modalità e le scadenze dei versamenti, con l'obiettivo di rendere il sistema più semplice e uniforme.Non viene invece modificato il criterio attraverso cui viene calcolata la tassa automobilistica, che continua a dipendere principalmente dalla potenza del veicolo e dalla relativa classe ambientale. Nessuna modifica, almeno per ora, neppure per il Superbollo.Il provvedimento approvato dal governo ha recepito le osservazioni formulate dalle commissioni parlamentari. Per conoscere il testo definitivo e verificare eventuali ulteriori modifiche sarà comunque necessario attendere la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.Primo pagamento: una scadenza uguale per tuttiLa principale novità riguarda il momento in cui dovrà essere pagato il bollo per una vettura appena immatricolata.La normativa attuale prevede regole differenti a seconda del giorno in cui viene immatricolato il veicolo. Le nuove disposizioni eliminano questa distinzione.A partire dal 1° gennaio 2028, il primo pagamento dovrà essere effettuato entro l'ultimo giorno del mese successivo a quello dell'immatricolazione.In pratica, non conterà più se l'auto viene immatricolata all'inizio o alla fine del mese.Per esempio, chi immatricolerà una vettura nel mese di gennaio avrà tempo fino alla fine di febbraio per effettuare il primo versamento. Chi acquisterà e immatricolerà l'auto a luglio potrà invece pagare entro la fine di agosto.Una regola unica, dunque, destinata a eliminare alcune delle attuali differenze e a rendere più facilmente individuabile la scadenza.I pagamenti successiviLa riforma interviene anche sui versamenti successivi al primo.La nuova regola stabilisce che il pagamento annuale dovrà essere effettuato entro l'ultimo giorno del mese di immatricolazione del veicolo.Il bollo continuerà ad avere una durata di dodici mesi e dovrà essere versato in un'unica soluzione annuale, salvo diverse modalità stabilite a livello regionale.L'esempio è semplice: un'auto immatricolata a gennaio avrebbe il primo pagamento entro la fine di febbraio dell'anno di immatricolazione e, successivamente, il bollo andrebbe versato entro la fine di gennaio di ogni anno.Le Regioni potranno scegliere pagamenti più frequentiIl decreto lascia comunque alle Regioni un margine di autonomia.Potrà infatti essere previsto anche un sistema di riscossione ogni quattro mesi, con tre versamenti nell'arco dell'anno.In questo caso, il conteggio dei periodi di quattro mesi partirà comunque dal mese di immatricolazione.Riprendendo l'esempio di un'auto immatricolata a gennaio, le scadenze sarebbero quindi collocate a gennaio, maggio e settembre, per poi ripartire nuovamente a gennaio.Si tratta di una possibilità che dovrà essere valutata dalle singole amministrazioni regionali.Chi possiede già un'auto non dovrà cambiare calendarioC'è però un punto importante per milioni di automobilisti.Le nuove regole non riguarderanno indistintamente tutti i veicoli già circolanti.Il nuovo sistema delle scadenze è infatti destinato alle auto immatricolate dal 2026 in poi. Per i veicoli già immatricolati resteranno in linea generale valide le scadenze in vigore al 31 dicembre 2025, salvo eventuali diverse decisioni adottate dalla propria Regione.Chi possiede già un'automobile, quindi, non dovrà automaticamente modificare il proprio calendario dei pagamenti a partire dal 2028.Nessuna modifica all'importo del bolloLa riforma non interviene invece sul modo in cui viene determinato l'importo della tassa.Il bollo continuerà a essere calcolato principalmente sulla potenza del veicolo, espressa in kW, e sulla classe ambientale.Non cambia dunque, con questo provvedimento, quanto gli automobilisti dovranno pagare in relazione alle caratteristiche della propria vettura.Resta inoltre invariato il Superbollo, la maggiorazione applicata alle auto con potenza superiore alla soglia prevista dalla normativa. L'eventuale cancellazione del Superbollo, più volte discussa politicamente, non rientra nelle modifiche contenute in questo intervento.Bollo dovuto anche con il fermo amministrativoUn'altra precisazione contenuta nel decreto riguarda i veicoli sottoposti a fermo amministrativo.Il provvedimento stabilisce che la tassa automobilistica continua a essere dovuta quando il fermo amministrativo è stato disposto dall'Agenzia delle Entrate.In altre parole, il semplice fatto che un'automobile non possa essere utilizzata e non possa circolare non determina automaticamente la sospensione del bollo.Il proprietario continua quindi a essere tenuto al pagamento della tassa per il periodo previsto dalla normativa.Cosa cambia, in sintesiLa riforma punta soprattutto a rendere più lineare il calendario dei pagamenti per le auto di nuova immatricolazione.Dal 2028, per i veicoli interessati dalle nuove disposizioni:il primo bollo sarà dovuto entro la fine del mese successivo all'immatricolazione; i pagamenti successivi saranno collegati al mese di immatricolazione; le Regioni potranno prevedere, in alternativa, una riscossione ogni quattro mesi; l'importo del bollo non cambia in base a questa riforma; il Superbollo resta in vigore; il bollo continuerà a essere dovuto anche in caso di fermo amministrativo disposto dall'Agenzia delle Entrate.La novità interesserà soprattutto chi acquisterà e immatricolerà un'automobile secondo le nuove regole. Per gli altri automobilisti, almeno in linea generale, il calendario già in vigore continuerà a essere il riferimento.

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