Benzina e olio motore di contrabbando: fermati in quattro nel Vesuviano

Gli accertamenti hanno preso avvio da un controllo effettuato dalla Guardia di Finanza su un autoarticolato

A cura di Redazione
25 agosto 2026 18:30
Benzina e olio motore di contrabbando: fermati in quattro nel Vesuviano -
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Quattro persone sono state raggiunte da misure cautelari nell'ambito di un'indagine sul presunto contrabbando di prodotti energetici. L'operazione è stata eseguita nei giorni scorsi dai militari della Guardia di Finanza di Aversa, sulla base di un'ordinanza emessa dal gip del Tribunale di Torre Annunziata su richiesta della Procura della Repubblica.L'inchiesta era stata avviata dalla Procura di Napoli Nord e successivamente conclusa dalla Procura di Torre Annunziata. Le quattro persone coinvolte sono accusate, a vario titolo, di diversi episodi di contrabbando di prodotti energetici.Le misure disposte dal giudice comprendono un obbligo di dimora con presentazione alla polizia giudiziaria, due obblighi di presentazione alla polizia giudiziaria e un'interdizione dall'attività d'impresa per la durata di un anno.L'indagine partita da un controllo su stradaGli accertamenti hanno preso avvio da un controllo effettuato dalla Guardia di Finanza su un autoarticolato che trasportava un ingente quantitativo di olio lubrificante.Secondo gli investigatori, il prodotto sarebbe stato destinato all'utilizzo come carburante per autotrazione, in violazione della normativa prevista dal decreto legislativo 504 del 1995. Il carico è stato quindi sequestrato insieme al mezzo utilizzato per il trasporto.Da quel primo intervento sono partite ulteriori verifiche che, secondo la ricostruzione degli inquirenti, avrebbero portato alla luce un sistema finalizzato alla sottrazione di prodotti energetici al pagamento e all'accertamento delle accise e dell'Iva.Oltre 100mila chili di prodotti sequestratiNel corso dell'attività investigativa sono stati effettuati diversi sequestri. Complessivamente, i militari hanno recuperato oltre 100mila chilogrammi di olio lubrificante, ritenuto destinato all'autotrazione, oltre a quantitativi di benzina che, secondo l'ipotesi investigativa, sarebbero stati pronti per essere immessi sul mercato attraverso canali di contrabbando.Sono stati inoltre sequestrati alcuni automezzi che, secondo gli investigatori, sarebbero stati utilizzati per il trasporto dei prodotti energetici.Le indagini avrebbero inoltre consentito di ricostruire ulteriori movimentazioni di carburanti e prodotti energetici effettuate senza la documentazione prevista dalla legge oppure attraverso documenti che i militari ritengono falsificati.Contestati oltre 220mila chili di prodotti in evasioneOltre ai quantitativi materialmente sequestrati, l'attività investigativa avrebbe permesso di ipotizzare il consumo in frode di ulteriori 220.400 chilogrammi di prodotti energetici, per i quali non sarebbero state versate le imposte dovute.Secondo l'impostazione accusatoria, il sistema avrebbe quindi consentito di sottrarre rilevanti quantità di prodotti energetici al regime fiscale previsto dalla normativa sulle accise e sull'Iva.La quantificazione delle imposte che si ritengono sottratte alla tassazione è stata posta alla base anche delle misure patrimoniali disposte nell'ambito dell'inchiesta.Sequestro per oltre 322mila euroNei confronti di un'impresa e di due degli indagati ritenuti coinvolti nel presunto sistema illecito è stato disposto il sequestro preventivo finalizzato alla confisca, diretta o per equivalente, del profitto dei reati ipotizzati.L'importo individuato dall'autorità giudiziaria ammonta a 322.189,22 euro, corrispondenti, secondo la ricostruzione investigativa, alle imposte che sarebbero state sottratte alla tassazione.L'inchiesta rappresenta un ulteriore intervento della Guardia di Finanza nel contrasto al fenomeno del contrabbando di prodotti energetici, un settore nel quale l'evasione delle accise e dell'Iva può generare ingenti danni per l'erario.Le contestazioni dovranno ora essere sottoposte al vaglio delle successive fasi del procedimento, nel rispetto della presunzione di innocenza degli indagati fino a eventuale sentenza definitiva.

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