Azienda inattiva, ma dentro ci sono 800 metri cubi di rifiuti speciali

a gestire di fatto l’impianto sarebbe stato un imprenditore di 39 ann

A cura di Redazione
14 agosto 2026 10:00
Azienda inattiva, ma dentro ci sono 800 metri cubi di rifiuti speciali -
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Sulla carta quell’azienda risultava ormai inattiva. Nei registri figurava come una società ferma da tempo, apparentemente fuori dal circuito produttivo. Dietro il cancello di un capannone di circa 800 metri quadrati, però, i carabinieri hanno trovato una situazione completamente diversa: un’area utilizzata per accumulare ingenti quantità di rifiuti speciali.Il blitz è scattato a Scampia, nel quadrante settentrionale di Napoli, durante un servizio mirato al contrasto dei reati ambientali. A intervenire sono stati i militari del Nucleo operativo ecologico dei Carabinieri insieme ai colleghi della Compagnia Napoli-Stella.All’interno della struttura sono stati individuati complessivamente circa 115 metri cubi di rifiuti, costituiti soprattutto da rottami ferrosi e apparecchiature elettriche ed elettroniche fuori uso.L’attività proseguiva nonostante la società fosse inattivaSecondo quanto ricostruito dai militari, a gestire di fatto l’impianto sarebbe stato un imprenditore di 39 anni. L’uomo avrebbe continuato a utilizzare la struttura come centro per il recupero e lo stoccaggio di rottami ferrosi, nonostante l’azienda risultasse formalmente inattiva.Il problema, secondo gli accertamenti, riguarderebbe proprio l’assenza dei necessari titoli autorizzativi in materia ambientale. La struttura sarebbe stata quindi utilizzata per la gestione dei rifiuti senza le autorizzazioni previste dalla normativa.Durante l’ispezione i carabinieri hanno trovato all’interno del capannone grandi quantità di materiali accumulati. Oltre ai rottami ferrosi, erano presenti numerosi rifiuti appartenenti alla categoria delle apparecchiature elettriche ed elettroniche fuori uso.La quantità complessiva è stata stimata in circa 115 metri cubi.Scatta il sequestro del capannoneAl termine degli accertamenti è scattato il sequestro preventivo dell’intera area, che si estende per circa 800 metri quadrati, compresi i rifiuti presenti al suo interno.Il capannone è stato affidato a un custode giudiziale, che dovrà occuparsi della struttura fino alla conclusione degli accertamenti e delle successive determinazioni dell’autorità giudiziaria.Per il 39enne è invece scattata la denuncia. L’uomo dovrà rispondere delle contestazioni relative alla gestione illecita di rifiuti e allo scarico non autorizzato di rifiuti industriali.L’operazione rientra nei controlli messi in campo dai Carabinieri per individuare attività abusive legate alla gestione e allo smaltimento dei rifiuti, un fenomeno particolarmente delicato nelle aree periferiche della città.Il caso di Scampia mostra inoltre come un’attività formalmente chiusa possa, secondo gli accertamenti, continuare a essere utilizzata per finalità completamente diverse da quelle risultanti dai documenti ufficiali. Saranno ora le verifiche dell’autorità giudiziaria a stabilire l’esatta portata dell’attività e le eventuali ulteriori responsabilità.

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