Violenza giovanile, sono 539 gli arresti
L'operazione conferma la diffusione del fenomeno della criminalità giovanile e delle cosiddette baby gang
Una vasta operazione di polizia giudiziaria, coordinata dal Servizio Centrale Operativo, ha portato all'arresto di 539 persone e alla denuncia di oltre 900 soggetti in 44 province italiane. L'attività investigativa, nata dal monitoraggio dei social network, ha preso di mira centinaia di profili sui quali venivano ostentate armi e diffusi contenuti che inneggiavano alla violenza. A Napoli il bilancio dell'operazione è di 28 arresti, numerose denunce e il sequestro di armi, sostanze stupefacenti e denaro contante.L'operazione conferma la diffusione del fenomeno della criminalità giovanile e delle cosiddette baby gang su tutto il territorio nazionale, evidenziando una realtà che interessa numerose città italiane.Sull'esito del blitz è intervenuto il deputato di Alleanza Verdi-Sinistra Francesco Emilio Borrelli, secondo cui i dati dimostrano che la violenza giovanile non rappresenta un fenomeno circoscritto a una singola realtà territoriale, ma un'emergenza nazionale.«I numeri di questa operazione fotografano una realtà amara che denuncio da anni. Da Milano a Palermo la dinamica è identica: giovanissimi che cercano affermazione attraverso la violenza, esibendo armi sui social come fossero trofei», ha dichiarato.Borrelli ha inoltre sottolineato come, a suo avviso, a Napoli le baby gang finiscano spesso per essere reclutate dalla criminalità organizzata, così come avviene in altre aree del Paese con le organizzazioni criminali locali.Pur esprimendo apprezzamento per il lavoro svolto dalle forze dell'ordine, il parlamentare ha evidenziato la necessità di affiancare all'azione repressiva interventi di carattere educativo e sociale, sostenendo l'importanza di misure volte a prevenire il disagio giovanile, contrastare la diffusione della cultura della violenza sui social e rafforzare il ruolo delle famiglie nella prevenzione della devianza minorile.Le indagini proseguono per ricostruire eventuali ulteriori responsabilità e accertare i collegamenti tra i soggetti coinvolti e le organizzazioni criminali operanti nei diversi territori.