Vigilanti a presidio del Castello delle Cerimonie

Le persone coinvolte nell'inchiesta, compresi i componenti della famiglia Polese, risultano indagate

A cura di Redazione
26 luglio 2026 07:00
Vigilanti a presidio del Castello delle Cerimonie -
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La vicenda del Grand Hotel La Sonrisa, il celebre "Castello delle cerimonie" di Sant'Antonio Abate, entra in una nuova fase giudiziaria. Dietro le operazioni di sequestro e sgombero avviate nella mattinata di ieri all'interno della struttura c'è infatti un'inchiesta della Procura della Repubblica di Torre Annunziata per il reato di invasione di terreni o edifici. Il provvedimento è scattato dopo il decreto di sequestro preventivo emesso dal giudice per le indagini preliminari su richiesta della Procura guidata dal procuratore Nunzio Fragliasso. L'ipotesi di reato contestata fa riferimento agli articoli 633 e 639 bis del codice penale, relativi all'occupazione abusiva di immobili o aree.

Secondo la ricostruzione degli inquirenti, il giudice avrebbe ritenuto configurabile il reato sulla base di un orientamento ormai consolidato della Corte di Cassazione, secondo cui l'occupazione di un bene altrui senza titolo può integrare il reato anche in assenza di violenza o di un ingresso clandestino.

Il principio richiamato dalla Procura riguarda anche i casi in cui a permanere nell'immobile sia lo stesso soggetto che in passato ne aveva la disponibilità, ma che successivamente abbia perso la proprietà a seguito di un provvedimento definitivo di confisca. In sostanza, secondo l'impostazione accusatoria, ciò che rileva è la permanenza nel possesso del bene nonostante la consapevolezza che quest'ultimo sia ormai diventato di proprietà pubblica.

Il decreto di sequestro resta comunque impugnabile davanti al Tribunale del Riesame. Le persone coinvolte nell'inchiesta, compresi i componenti della famiglia Polese, risultano indagate ma, come previsto dalla Costituzione, non possono essere considerate responsabili fino a un'eventuale sentenza definitiva di condanna.

Parallelamente al procedimento penale prosegue anche il fronte amministrativo. L'ordinanza di sgombero firmata dal Comune di Sant'Antonio Abate è stata infatti impugnata davanti al Tar della Campania da tre società legate alla gestione del complesso: La Sonrisa Spa, Ipol Spa e Pol.Fra. Il ricorso è stato presentato per contestare i provvedimenti che hanno portato allo sgombero della struttura, ma al momento non è stata ancora fissata l'udienza cautelare.

Il complesso alberghiero, diventato famoso in tutta Italia grazie al programma televisivo "Il Castello delle Cerimonie" e per aver ospitato migliaia di matrimoni ed eventi, è al centro di una lunga vicenda giudiziaria iniziata con una contestazione di lottizzazione abusiva.

La confisca dell'intera area, comprendente terreni e manufatti, era stata disposta dal Tribunale di Torre Annunziata nel 2016. Il provvedimento era stato poi confermato dalla Corte d'Appello di Napoli nel 2022 e successivamente reso definitivo dalla Corte di Cassazione nel 2024.

Con la conclusione dell'iter giudiziario, il complesso è entrato a far parte del patrimonio del Comune di Sant'Antonio Abate, che lo scorso 28 aprile ha ottenuto la trascrizione del bene presso la Conservatoria dei registri immobiliari di Napoli.

Dopo l'avvio delle operazioni di sgombero, la struttura è stata sottoposta a controlli e sorvegliata anche attraverso la presenza di vigilantes incaricati di garantire la sicurezza dell'area. Resta ora da capire quale sarà il futuro del complesso che per anni è stato un simbolo del turismo delle cerimonie in Campania e che oggi si trova al centro di un delicato intreccio tra vicende giudiziarie, amministrative e patrimoniali.

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