Vandalizzato il murale della Albanese

Nelle prossime ore saranno avviati gli interventi necessari per il recupero dell'opera

A cura di Redazione
18 luglio 2026 08:30
Vandalizzato il murale della Albanese -
Condividi

Il murale dedicato a Francesca Albanese, realizzato nel quartiere Barra, alla periferia orientale di Napoli, è stato vandalizzato nella notte da ignoti. L'opera è stata imbrattata con vernice e schiuma, rendendo necessario un intervento di restauro per riportarla alle condizioni originarie. L'episodio ha suscitato immediate reazioni da parte di istituzioni locali, associazioni e cittadini, che hanno condannato il gesto definendolo un attacco non solo all'opera artistica, ma anche ai valori di dialogo, partecipazione e libertà di espressione che il murale intende rappresentare.

Tra i primi a intervenire è stato Patrizio Gragnano, consigliere della VI Municipalità di Napoli, che ha annunciato di aver presentato una denuncia ai carabinieri affinché vengano individuati i responsabili del danneggiamento.

Secondo Gragnano, si tratterebbe di «un atto di vandalismo fascista contro la bellezza e la dignità della periferia orientale di Napoli». Il consigliere ha inoltre puntato il dito contro il clima di ostilità alimentato negli ultimi tempi nei confronti di Francesca Albanese, invitando chi avrebbe contribuito a diffondere messaggi d'odio ad assumersi le proprie responsabilità.

«Chi ha materialmente imbrattato il muro e chi, con parole d'odio e campagne becere, ha fomentato questo clima deve assumersi le proprie responsabilità», ha dichiarato Gragnano, assicurando che il murale sarà restaurato. «La bellezza tornerà più forte di prima e ricacceremo nelle fogne quella mentalità fascista, retriva, ignorante e violenta che crede di poter decidere cosa può o non può esistere nella nostra città».

Nel suo intervento il consigliere ha anche ribadito l'impegno quotidiano delle istituzioni e delle realtà del territorio nella lotta contro la criminalità organizzata, contrapponendo tale lavoro a gesti compiuti nell'ombra come quello avvenuto nella notte.

Ferma condanna è arrivata anche dall'associazione Sepofà, attiva da anni nel quartiere Barra con iniziative sociali e culturali. In una nota, l'associazione ha definito il danneggiamento «uno sfregio a chi crede nella pace, nella libertà di espressione e nella possibilità di costruire comunità fondate sul confronto, anche quando le opinioni sono diverse».

L'associazione ha sottolineato come il dissenso debba sempre trovare spazio nel dibattito democratico e non attraverso atti vandalici. «Le idee si discutono, si contestano, si combattono con altre idee. Non si oscurano e non si cancellano», si legge nella nota diffusa dopo l'accaduto.

Sepofà ha inoltre voluto ribadire l'identità di Barra, descrivendola come un quartiere animato da cittadini, volontari e operatori che ogni giorno lavorano per costruire percorsi di inclusione, educazione e partecipazione. «Barra è fatta di persone che ogni giorno educano, accolgono, lavorano e si prendono cura del proprio quartiere. Saranno proprio queste persone a dimostrare che nessuna macchia di vernice può cancellare i valori di una comunità».

Nelle prossime ore saranno avviati gli interventi necessari per il recupero dell'opera, mentre proseguono le indagini per identificare gli autori del gesto. Il murale, dedicato a Francesca Albanese, relatrice speciale delle Nazioni Unite sui Territori palestinesi occupati, era diventato negli ultimi tempi uno dei simboli artistici e civili del quartiere, motivo per cui il suo danneggiamento ha suscitato un ampio dibattito e numerose manifestazioni di solidarietà.

Segui il Fatto Vesuviano