Uccise ladro, posizione archiviata per legittima difesa
quella notte tre persone si sarebbero introdotte all'interno della proprietà dell'uomo con l'intento di compiere un furto
Si chiude con un provvedimento di archiviazione l'inchiesta aperta nei confronti di Renato Valiante, proprietario della villetta di Foria di Centola, nel Cilento, dove nella notte del 23 giugno un giovane rimase ucciso durante un tentativo di furto. Il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Vallo della Lucania ha disposto l'archiviazione del procedimento per omicidio, ritenendo che non sussistano i presupposti per sostenere l'accusa in giudizio e riconoscendo la sussistenza della causa di giustificazione della legittima difesa, prevista dall'articolo 52 del Codice penale.Il tentativo di furto nella villettaSecondo la ricostruzione emersa nel corso delle indagini, quella notte tre persone si sarebbero introdotte all'interno della proprietà dell'uomo con l'intento di compiere un furto.Insospettito da alcuni rumori provenienti dall'esterno dell'abitazione, Valiante sarebbe uscito nel giardino armato di un fucile regolarmente detenuto.Durante le fasi concitate dell'episodio, mentre i tre tentavano di allontanarsi, sarebbe stato esploso un colpo di pistola in direzione del proprietario. L'arma utilizzata, secondo quanto accertato dagli investigatori, sarebbe stata sottratta poco prima dalla cassaforte presente nell'abitazione.A quel punto l'uomo avrebbe reagito sparando. I colpi avrebbero ferito Xhuljan Curti e raggiunto mortalmente un secondo componente del gruppo.Le indagini e il ritrovamento del corpoLa vicenda suscitò grande clamore e forte tensione nel territorio cilentano.Nei giorni successivi al tentativo di furto, alcuni familiari del giovane deceduto raggiunsero Foria di Centola chiedendo di poter recuperare il corpo del loro congiunto. La situazione rese necessario un massiccio dispositivo di sicurezza da parte delle forze dell'ordine per evitare ulteriori tensioni.Successivamente emerse che il corpo era stato occultato. La salma venne ritrovata dai carabinieri in località San Severino di Centola, grazie alle indicazioni fornite dallo stesso Valiante, che nel frattempo si era presentato spontaneamente in Procura accompagnato dal proprio difensore, l'avvocato Antonello Natale.Il cadavere fu quindi trasferito all'ospedale "San Luca" di Vallo della Lucania, dove vennero eseguiti gli accertamenti medico-legali disposti dall'autorità giudiziaria.La decisione del giudiceCon il provvedimento emesso il 29 luglio, il gip ha accolto la richiesta di archiviazione, ritenendo che la condotta del proprietario rientrasse nei presupposti della legittima difesa.La decisione mette fine al procedimento penale nei confronti di Valiante, escludendo la possibilità di un processo per l'ipotesi di omicidio.Le parole della difesaSoddisfazione è stata espressa dall'avvocato Antonello Natale, che ha assistito il proprietario della villetta durante tutte le fasi dell'indagine.Il legale ha sottolineato come il provvedimento confermi la correttezza della ricostruzione difensiva, pur evidenziando che, al di là dell'esito processuale, resta il dramma umano per la morte del giovane coinvolto nella vicenda.L'archiviazione chiude così uno dei casi di cronaca più discussi degli ultimi mesi nel Cilento, che aveva acceso il dibattito sul tema della legittima difesa e della tutela di chi reagisce a un'intrusione nella propria abitazione.