Falsi titoli di studio e certificati: scattano i sequestri

L'attività investigativa rappresenta un nuovo capitolo dell'indagine già avviata nei mesi scorsi sui certificati linguistici ritenuti irregolari

A cura di Redazione
29 luglio 2026 14:00
Falsi titoli di studio e certificati: scattano i sequestri -
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Prosegue l'inchiesta sui presunti falsi patentini di bilinguismo utilizzati per accedere al pubblico impiego nella Provincia autonoma di Bolzano. Nei mesi di giugno e luglio la Procura della Repubblica di Bolzano ha disposto nuove attività investigative che hanno coinvolto anche tre istituti scolastici della provincia di Caserta e una sede a Roma. I militari del Nucleo di polizia economico-finanziaria della Guardia di Finanza di Bolzano hanno eseguito perquisizioni locali e informatiche presso le strutture individuate, tutte accreditate come sedi d'esame Telc per il rilascio di certificazioni linguistiche, comprese quelle di lingua tedesca.

L'attività investigativa rappresenta un nuovo capitolo dell'indagine già avviata nei mesi scorsi sui certificati linguistici ritenuti irregolari. Il primo filone aveva portato all'iscrizione nel registro degli indagati di oltre 40 dipendenti pubblici, accusati a vario titolo di truffa e falso ai danni della Provincia di Bolzano, oltre all'esecuzione di un provvedimento restrittivo nei confronti di una persona indicata dagli inquirenti come punto di riferimento per il reperimento dei certificati.

La nuova fase dell'inchiesta nasce invece dall'analisi di un numero anomalo di richieste di riconoscimento di certificazioni Telc presentate all'Ufficio Bilinguismo e Lingue Straniere della Provincia. Secondo gli investigatori, numerosi candidati avrebbero conseguito i titoli presso centri d'esame situati a centinaia di chilometri da Bolzano, nonostante sul territorio altoatesino siano presenti diversi enti autorizzati al rilascio delle stesse certificazioni.

I documenti acquisiti sarebbero stati successivamente utilizzati per ottenere l'attestato di bilinguismo, requisito indispensabile per molte posizioni nella pubblica amministrazione della Provincia autonoma di Bolzano.

Sono più di 1.700 le certificazioni linguistiche finite sotto la lente della Procura e della polizia giudiziaria. Si tratta di attestazioni rilasciate tra il 2020 e maggio 2026 dai centri d'esame attualmente oggetto di verifica e poi presentate per la conversione nel patentino di bilinguismo.

Tra i settori maggiormente interessati figurerebbe quello sanitario, seguito dagli enti locali, provinciali e regionali. Le verifiche riguarderebbero anche amministrazioni statali, società partecipate e aziende del trasporto pubblico.

Durante le perquisizioni gli investigatori hanno sequestrato una grande quantità di materiale cartaceo e informatico relativo all'organizzazione degli esami, alla gestione delle sessioni di certificazione, ai rapporti contrattuali tra scuole, ente certificatore Telc ed esaminatori.

Le prime analisi avrebbero inoltre permesso di individuare ulteriori figure che, secondo l'ipotesi investigativa, avrebbero svolto un ruolo di intermediari nel procurare candidati e organizzare la partecipazione alle prove presso i centri sotto osservazione, anche dietro compenso.

Parallelamente agli accertamenti in Italia, la Procura sta collaborando con Telc, ente certificatore con sede in Germania, che avrebbe fornito supporto agli investigatori mettendo a disposizione la documentazione relativa allo svolgimento degli esami.

L'obiettivo dell'indagine è verificare l'eventuale presenza di un sistema organizzato per indirizzare i candidati verso sedi d'esame considerate compiacenti e accertare la validità delle singole certificazioni. In caso di irregolarità confermate, potrebbero scattare procedure per l'annullamento dei patentini ottenuti e le conseguenti valutazioni sul piano penale ed erariale.

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