Sostanze dannose nelle acque, chiusi 7 pozzi di approvvigionamento

la situazione necessita di ulteriori approfondimenti scientifici per comprendere l’evoluzione della contaminazione

A cura di Redazione
14 luglio 2026 21:00
Sostanze dannose nelle acque, chiusi 7 pozzi di approvvigionamento -
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Nuovo allarme ambientale ad Acerra, nel Napoletano, dove il sindaco Tito d’Errico ha disposto la chiusura di sette pozzi presenti sul territorio comunale dopo la segnalazione dell’Asl Napoli 2 Nord relativa al superamento dei limiti di contaminazione nelle acque sotterranee. Al centro della vicenda ci sono due sostanze chimiche, il tetracloroetilene (Pce) e il tricloroetilene (Tce), composti utilizzati in passato soprattutto in ambito industriale e considerati tra gli inquinanti più monitorati per la loro possibile presenza nelle falde acquifere.

L’ordinanza firmata dal primo cittadino prevede il divieto di utilizzo delle acque provenienti dai pozzi interessati per qualsiasi finalità: uso domestico, agricolo, zootecnico o altri impieghi. Con questo nuovo provvedimento salgono a nove i pozzi chiusi nel territorio di Acerra dallo scorso mese di maggio a seguito degli accertamenti sulla qualità delle acque.

A comunicare la situazione è stato lo stesso sindaco attraverso un intervento pubblicato sui propri canali social, spiegando di aver ricevuto una nota ufficiale dall’azienda sanitaria con la quale veniva segnalato il superamento dei parametri previsti per Pce e Tce.

«Si tratta di pozzi che fanno parte di uno studio che a suo tempo la Regione Campania ha commissionato all’Università degli Studi di Napoli», ha spiegato d’Errico, annunciando la richiesta di apertura di un tavolo istituzionale con la partecipazione della Regione, del Dipartimento Ambiente, dei tecnici competenti e dell’Asl per individuare tutte le azioni necessarie alla tutela della salute pubblica.

Secondo il sindaco, la situazione necessita di ulteriori approfondimenti scientifici per comprendere l’evoluzione della contaminazione e verificare l’effettiva presenza delle sostanze nelle acque. D’Errico ha infatti precisato che alcuni contaminanti, nel tempo, possono trasformarsi in composti meno pericolosi, rendendo indispensabili nuove analisi per avere un quadro aggiornato e completo.

Il primo cittadino ha inoltre voluto chiarire alcuni aspetti dopo alcune segnalazioni diffuse sui social riguardo alla presunta presenza di altre sostanze nocive nell’acqua. In particolare, ha smentito che siano state rilevate contaminazioni da arsenico.

«Ad oggi non risulta alcuna comunicazione ufficiale in merito alla contaminazione di altre sostanze. Il dato sulla presenza di arsenico quindi è privo di fondamento e palesemente errato», ha dichiarato il sindaco.

La vicenda resta comunque sotto osservazione da parte degli enti competenti. Le autorità locali continueranno a monitorare la situazione attraverso nuovi controlli e verifiche tecniche, mentre il Comune punta al coinvolgimento di tutte le istituzioni interessate per individuare eventuali cause della contaminazione e garantire la sicurezza dei cittadini.

L’area di Acerra, già in passato al centro dell’attenzione per le problematiche ambientali legate al territorio della Terra dei Fuochi, torna dunque sotto i riflettori per la qualità delle risorse idriche sotterranee e per la necessità di interventi di controllo e prevenzione.

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