Sequestrato, torturato e derubato: arrestati cantante e attrice

il gruppo avrebbe organizzato una vera e propria spedizione punitiva

A cura di Redazione
17 luglio 2026 14:00
Sequestrato, torturato e derubato: arrestati cantante e attrice -
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Adescato con un pretesto, sequestrato per circa due ore, picchiato e rapinato all'interno di un bed and breakfast nel quartiere Trastevere. È quanto sarebbe accaduto a un 22enne lo scorso 14 ottobre, nell'ambito di una vicenda che ha portato i carabinieri ad eseguire tre misure cautelari. Agli arresti domiciliari con braccialetto elettronico sono finiti un giovane cantante, Luigi Augusto Romano Bellini, in arte Solø, finalista di Area Sanremo 2025, e la fidanzata, l'attrice Jenny Matai, il cui vero nome è Xhensila Hoxha. Per un terzo indagato è stato disposto l'obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. I tre sono accusati, a vario titolo, di sequestro di persona, tortura e rapina aggravata.

L'inchiesta è partita dalla denuncia della vittima, che conosceva Bellini perché accomunato dalla passione per la musica. Secondo la ricostruzione degli investigatori, il gruppo avrebbe organizzato una vera e propria spedizione punitiva.

Pochi giorni prima dell'aggressione, il cantante avrebbe chiesto al 22enne di ospitare la fidanzata nella propria abitazione, specificando che la ragazza avrebbe dovuto dormire nel suo letto. La vittima avrebbe accettato, ma avrebbe respinto le avances della giovane, ritenendole incompatibili con il rapporto di amicizia che lo legava a Bellini.

Successivamente, la ragazza avrebbe invitato il 22enne in un B&B con la scusa di chiarire l'accaduto. Una volta arrivato nella stanza, il giovane sarebbe stato convinto a registrare un messaggio vocale nel quale manifestava interesse nei confronti della donna. Il file sarebbe stato inviato al cantante, che poco dopo avrebbe fatto irruzione nella camera insieme ad altri complici.

Secondo l'accusa, il 22enne sarebbe stato chiuso nella stanza e sottoposto a violenze fisiche e umiliazioni per circa due ore. Avrebbe ricevuto calci e pugni, sarebbe stato colpito anche con una catena e insultato ripetutamente. Durante l'aggressione gli sarebbero stati sottratti denaro contante e il telefono cellulare, costringendolo a sbloccarlo per consentire agli aggressori di leggere le conversazioni private.

La vittima ha riportato lesioni giudicate guaribili in 30 giorni, tra cui la frattura dell'orbita sinistra. Riuscito a fuggire, ha chiesto aiuto a un'amica e al fratello, facendo poi scattare la denuncia.

Le indagini dei carabinieri della Compagnia Roma Trastevere, supportate dall'analisi delle immagini di videosorveglianza della struttura ricettiva, dei tabulati telefonici e dei dati di geolocalizzazione, hanno consentito di raccogliere gli elementi che hanno portato all'emissione delle misure cautelari. L'inchiesta rappresenta uno dei primi casi di applicazione della normativa sul reato di tortura.

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