Scavi, riapre la Casa del Mobilio Carbonizzato

Torna accessibile dopo quasi trent'anni

A cura di Redazione
10 luglio 2026 17:00
Scavi, riapre la Casa del Mobilio Carbonizzato -
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Dopo quasi trent’anni torna accessibile al pubblico una delle domus più affascinanti del Parco Archeologico di Ercolano. È la Casa del Mobilio Carbonizzato, un luogo unico nel suo genere, capace di raccontare non soltanto la storia di un edificio antico, ma soprattutto la vita quotidiana di una famiglia romana rimasta impressa per sempre nella tragedia dell’eruzione del Vesuvio. Il nome della domus deriva da una scoperta straordinaria: durante gli scavi condotti tra il 1932 e il 1933 sotto la direzione dell’archeologo Amedeo Maiuri, vennero riportati alla luce alcuni elementi d’arredo in legno carbonizzato, tra cui un tavolino e un letto con un’importante spalliera. Gli oggetti conservavano ancora tracce dei tessuti e parti della struttura originaria, compresi i resti della rete in corda sulla quale erano fissate le doghe.

Si tratta di testimonianze eccezionali, perché restituiscono l’immagine concreta di una casa vissuta, con oggetti comuni che il tempo e l’eruzione hanno trasformato in preziosi frammenti di memoria.

La riapertura della domus rappresenta il risultato di un lungo progetto di restauro e conservazione che ha permesso di recuperare ambienti rimasti chiusi ai visitatori per decenni. Un intervento che restituisce alla città e al pubblico internazionale uno degli angoli più suggestivi del sito Unesco.

Entrare nella Casa del Mobilio Carbonizzato significa attraversare una dimora costruita in età repubblicana e conservata con una straordinaria continuità architettonica. Gli spazi della casa si sviluppano intorno all’atrio centrale e si aprono verso il giardino sul fondo, dove si trova un piccolo larario a forma di tempietto destinato ai culti domestici della famiglia.

Già nella prima fase costruttiva dell’abitazione era presente anche un piano superiore con un loggiato caratterizzato da colonne affacciate sull’atrio. Le pareti decorate secondo i canoni del IV Stile pompeiano raccontano invece le diverse trasformazioni subite dalla casa nel corso del tempo, attraverso interventi decorativi e rinnovamenti che testimoniano il susseguirsi delle generazioni.

Tra gli ambienti di maggiore interesse spicca il triclinio, situato sulla destra dell’ingresso, dove è ancora visibile un raffinato pavimento a mosaico con un emblema marmoreo centrale e decorazioni ispirate alle nature morte. Anche il tablino conserva elementi di grande valore, tra cui un mosaico con inserto marmoreo e tracce dell’antica decorazione del soffitto affrescato.

Il cuore della domus resta però l’ampio ambiente sul fondo della casa, il cosiddetto “oecus Cyzicenus”, una sala aperta verso il giardino attraverso una grande finestra. Proprio qui furono rinvenuti gli arredi carbonizzati che hanno dato il nome all’intera abitazione: il letto e il tavolino che raccontano, ancora oggi, il momento in cui la vita quotidiana venne improvvisamente interrotta quasi duemila anni fa.

«Restituire alla città la Casa del Mobilio Carbonizzato dopo quasi trent’anni di chiusura significa recuperare non solo uno spazio architettonico, ma una storia fatta di gesti semplici e quotidiani – ha spiegato Federica Colaiacomo, direttrice del Parco Archeologico di Ercolano –. Un letto, un tavolino: oggetti che l’eruzione ha congelato nel tempo e che oggi possiamo nuovamente raccontare grazie a un lavoro lungo e paziente di tutela e restauro».

Gli interventi hanno consentito di recuperare la leggibilità degli apparati decorativi della domus. Dipinti murali, soffitti decorati e pavimentazioni, compromessi nel corso degli anni anche dalla presenza della vegetazione, sono stati messi in sicurezza, stabilizzati e sottoposti a interventi di pulitura e recupero pittorico.

La riapertura dell’atrio e degli ambienti principali rappresenta soltanto una prima fase del progetto. Nei prossimi mesi sono previsti ulteriori lavori dedicati al giardino-hortus e al restauro del larario, con l’obiettivo di completare progressivamente il recupero dell’intero complesso.

La storia della Casa del Mobilio Carbonizzato continua anche fuori dalle sue mura. I reperti lignei rinvenuti nella domus sono infatti esposti nell’Antiquarium di Ercolano, dove i visitatori possono osservare da vicino questi straordinari frammenti di vita antica e approfondire il legame tra gli oggetti ritrovati e gli ambienti ai quali appartenevano.

La riapertura della domus aggiunge così un nuovo capitolo al racconto di Ercolano, una città che continua a restituire testimonianze uniche della civiltà romana attraverso la conservazione di luoghi, opere e soprattutto storie umane rimaste sospese nel tempo.

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