Rompe i tubi dell'acqua con una lastra di metallo e sputa ai carabinieri
L'arma utilizzata è stata sequestrata: si tratta di una lastra di alluminio lunga circa 40 centimetri
Momenti di tensione nella zona di Porta Nolana, a Napoli, dove un uomo è stato arrestato dai carabinieri dopo aver danneggiato una conduttura idrica e aver aggredito verbalmente i militari intervenuti. L'episodio si è verificato lungo corso Garibaldi, all'altezza di Porta Nolana. A far scattare l'intervento sono stati i militari dell'Esercito Italiano impegnati nell'operazione "Strade Sicure", che avevano già bloccato un cittadino francese del 1987, senza fissa dimora, ritenuto responsabile del danneggiamento di una conduttura dell'acqua di un condominio mediante un'arma artigianale.
Sul posto sono quindi arrivati i carabinieri della Compagnia Napoli Stella, intervenuti anche su richiesta di alcuni passanti. Secondo quanto ricostruito, il 39enne avrebbe reagito con atteggiamento aggressivo nei confronti dei militari, insultandoli e sputando contro di loro durante le fasi dell'identificazione.
Al termine delle operazioni, l'uomo è stato arrestato con le accuse di resistenza a pubblico ufficiale e porto di arma bianca. L'arma utilizzata è stata sequestrata: si tratta di una lastra di alluminio lunga circa 40 centimetri, modificata con un manico in tessuto per renderla impugnabile.
Nel corso degli accertamenti, alcuni testimoni hanno riferito che il 39enne avrebbe aggredito anche una donna prima dell'arrivo delle forze dell'ordine. Tuttavia, gli investigatori non sono riusciti a rintracciare la presunta vittima e, dalle prime verifiche effettuate sulle immagini delle telecamere di videosorveglianza presenti nella zona, non sarebbero emersi elementi utili a confermare l'episodio.
Le indagini proseguono per ricostruire nel dettaglio la dinamica dei fatti e verificare eventuali ulteriori responsabilità dell'uomo. Come previsto dalla legge, le accuse saranno valutate nel corso del procedimento giudiziario e l'indagato è da considerarsi presunto innocente fino a eventuale sentenza definitiva di condanna.