Rimandano la terapia al figlio con il cancro, minaccia di darsi fuoco nell'Asl

Decisivo è stato anche il comportamento di un dipendente, che è riuscito ad avvicinarsi all'uomo e a bloccarlo

A cura di Redazione
27 luglio 2026 16:00
Rimandano la terapia al figlio con il cancro, minaccia di darsi fuoco nell'Asl -
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Momenti di paura questa mattina nella sede dell'Asl di Villaricca, in corso Italia, dove un uomo di 61 anni ha inscenato una protesta estrema per chiedere attenzione sulla situazione sanitaria del figlio trentenne, paziente oncologico. Secondo quanto ricostruito finora, il 61enne, incensurato, si sarebbe presentato negli uffici dell'azienda sanitaria portando con sé una tanica contenente benzina e un accendino. Dopo essere entrato nella struttura avrebbe versato il liquido infiammabile anche all'interno dei locali, minacciando poi di appiccare il fuoco e di darsi alle fiamme.La situazione ha fatto scattare immediatamente l'allarme e, per ragioni di sicurezza, l'edificio è stato evacuato. Sul posto sono intervenuti i carabinieri della stazione di Villaricca, che hanno provveduto a mettere in sicurezza l'area e a gestire la situazione.Decisivo è stato anche il comportamento di un dipendente dell'Asl, che è riuscito ad avvicinarsi all'uomo e a bloccarlo prima dell'arrivo dei militari, evitando che la protesta potesse trasformarsi in una tragedia.Alla base del gesto ci sarebbe, secondo una prima ricostruzione, una contestazione legata all'assistenza sanitaria del figlio. Il 61enne avrebbe protestato per la mancata somministrazione delle terapie necessarie al giovane paziente oncologico, situazione che sarebbe stata collegata all'assenza del medico incaricato delle cure.L'intervento tempestivo del personale presente e delle forze dell'ordine ha permesso di concludere l'episodio senza feriti. L'uomo è stato successivamente affidato ai carabinieri per gli accertamenti del caso e per ricostruire con precisione quanto accaduto all'interno della struttura sanitaria.La vicenda riaccende l'attenzione sulle difficoltà vissute dalle famiglie dei pazienti affetti da patologie gravi, ma anche sulla necessità di affrontare ogni situazione di protesta attraverso il dialogo e canali istituzionali, evitando gesti che possano mettere in pericolo la propria e l'altrui incolumità.

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