Riecco l'antisemitismo, tre giovani nei guai

Dalle verifiche condotte dalla Polizia Postale sarebbe emerso che i tre soggetti si dichiaravano vicini all'ideologia della cosiddetta "Terza Posizione"

A cura di Redazione
12 luglio 2026 21:00
Riecco l'antisemitismo, tre giovani nei guai -
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Operazione della Polizia di Stato contro presunti gruppi online accusati di diffondere contenuti legati a ideologie estremiste e messaggi di istigazione alla violenza. All'alba del 9 luglio sono scattate tre perquisizioni nei confronti di altrettanti giovani ritenuti coinvolti in un'attività di propaganda e istigazione a delinquere aggravata da motivazioni di discriminazione razziale, etnica e religiosa attraverso la rete.Gli interventi hanno riguardato tre persone, di età compresa tra i 20 e i 26 anni, residenti rispettivamente a Roma, Caserta e Savona. L'operazione è stata condotta dalla Polizia Postale e dalle Digos delle tre province interessate, con un'attività coordinata finalizzata a ricostruire i contatti e i contenuti diffusi dagli indagati attraverso piattaforme digitali e canali di messaggistica.Secondo quanto emerso dalle indagini, i tre giovani avrebbero utilizzato spazi online per aggregarsi e condividere materiale riconducibile a tematiche suprematiste, antisemite e legate alla difesa dell'identità nazionale. Gli investigatori hanno analizzato numerose conversazioni e contenuti pubblicati in rete, individuando, secondo l'ipotesi accusatoria, messaggi caratterizzati da toni estremisti e riferimenti a possibili azioni violente.Dalle verifiche condotte dalla Polizia Postale sarebbe emerso che i tre soggetti si dichiaravano vicini all'ideologia della cosiddetta "Terza Posizione". Nelle conversazioni monitorate dagli investigatori sarebbero comparsi anche riferimenti all'utilizzo di armi e alla possibilità di compiere azioni violente.Particolare attenzione è stata riservata ai profili social utilizzati per la diffusione dei contenuti. Alcuni account, secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, sarebbero stati già rimossi dalle stesse piattaforme a causa della natura dei materiali pubblicati e condivisi.Nel corso delle perquisizioni domiciliari sono stati sequestrati diversi dispositivi informatici, tra cui computer e telefoni cellulari, che saranno ora analizzati dagli specialisti per approfondire il contenuto delle comunicazioni e verificare il ruolo di ciascuna persona coinvolta.Gli agenti hanno inoltre rinvenuto materiale ritenuto di interesse investigativo: armi a salve e strumenti softair, manganelli, coltelli, bandiere, manoscritti, libri e altro materiale propagandistico. Tutti gli oggetti sono stati acquisiti per ulteriori accertamenti.L'indagine si trova comunque ancora nella fase preliminare. Le persone sottoposte a perquisizione risultano indagate e, come previsto dalla legge, non possono essere considerate responsabili dei reati contestati fino a un'eventuale sentenza definitiva.Gli approfondimenti della Polizia di Stato proseguiranno ora attraverso l'analisi del materiale sequestrato, con l'obiettivo di chiarire l'effettiva portata dell'attività online e gli eventuali collegamenti tra i soggetti coinvolti.

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