L'ex sindaco al figlio del boss: "Non mi posso compromettere"

Secondo la Direzione Distrettuale Antimafia, dalle intercettazioni non emergerebbe una richiesta esplicita di intervento nei confronti del presunto esponente del clan

A cura di Redazione
11 luglio 2026 08:00
L'ex sindaco al figlio del boss: "Non mi posso compromettere" -
Condividi

Un'intercettazione telefonica finita agli atti dell'inchiesta della Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli riporta alla luce i rapporti tra politica locale e presunti esponenti della criminalità organizzata nel Casertano. Tra i dialoghi acquisiti dagli investigatori compare una conversazione tra Marcello De Rosa, ex sindaco di Casapesenna e attuale vicesindaco del Comune, e Costantino Garofalo, ritenuto dagli inquirenti il giovane reggente della fazione Zagaria del clan dei Casalesi.La telefonata è contenuta nell'indagine che l'8 luglio ha portato al fermo di otto persone, tra cui presunti affiliati storici del clan e uomini ritenuti vicini al boss detenuto Michele Zagaria.Il dialogo intercettatoLa conversazione risale al 29 luglio 2024, poche settimane dopo le elezioni amministrative che avevano sancito la conclusione del secondo mandato di De Rosa come sindaco e l'insediamento della nuova amministrazione guidata da Giustina Zagaria.Nel colloquio, De Rosa racconta di aver avuto un acceso diverbio con una persona che avrebbe mancato di rispetto alla moglie. Nel corso della telefonata afferma:«Ieri ti stavo chiamando che stavo mettendo le mani addosso ad uno scemo. Io non mi posso compromettere».Successivamente, sempre in termini ipotetici, aggiunge:«Dico, ad esempio, Costantino, acchiappatemi un po'... e ditegli che facesse la persona seria e non mi ci fate litigare».Secondo la Direzione Distrettuale Antimafia, dalle intercettazioni non emergerebbe una richiesta esplicita di intervento nei confronti del presunto esponente del clan. Tuttavia, per gli investigatori, il contenuto del dialogo rappresenterebbe un elemento indicativo degli stretti rapporti tra Garofalo e alcuni esponenti della politica locale.Le parole del presunto reggenteNegli atti dell'inchiesta figurano anche altre intercettazioni attribuite a Costantino Garofalo, registrate nei giorni successivi alle elezioni comunali del 2024.In una conversazione, il presunto reggente della fazione Zagaria avrebbe rivendicato la capacità del gruppo di influenzare le dinamiche amministrative del Comune di Casapesenna, storica roccaforte del clan.«Noi non teniamo bisogno dei cristiani per prenderci quello che ci dobbiamo prendere, non teniamo bisogno di candidarci per prenderci qualcosa», avrebbe affermato Garofalo.L'interlocutore avrebbe replicato: «Perché, se andiamo in Comune, ce lo hanno sempre fatto e ce lo fanno sempre», ricevendo come risposta: «Questa manciata di fessi».L'inchiesta della DDALe intercettazioni fanno parte del fascicolo della Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli che ha portato al fermo di otto persone ritenute vicine alla fazione Zagaria del clan dei Casalesi.Marcello De Rosa non risulta indagato in questo procedimento. L'ex sindaco era stato in passato coinvolto in un'altra vicenda giudiziaria con l'accusa di concorso esterno in associazione mafiosa, procedimento poi archiviato.Le indagini della DDA proseguono per ricostruire gli assetti della fazione Zagaria e accertare eventuali rapporti tra l'organizzazione criminale e ambienti della politica e dell'amministrazione locale.

Segui il Fatto Vesuviano