Respinto l'ultimo ricorso, la Sonrisa resta chiusa

La decisione è arrivata al termine della camera di consiglio della Suprema Corte

A cura di Redazione
10 luglio 2026 18:30
Respinto l'ultimo ricorso, la Sonrisa resta chiusa -
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Nuovo capitolo giudiziario nella vicenda del Grand Hotel La Sonrisa, conosciuto dal grande pubblico come il Castello delle Cerimonie. La quarta sezione penale della Corte di Cassazione ha respinto i ricorsi presentati dalla famiglia Polese per ottenere la riapertura del procedimento relativo alla lottizzazione abusiva che ha portato alla confisca della struttura e alla revoca di alcune autorizzazioni. La decisione è arrivata al termine della camera di consiglio della Suprema Corte, che ha rigettato la richiesta di annullamento della sentenza avanzata sia dalla Procura Generale sia dai difensori di Concetta e Agostino Polese.

Secondo quanto riferito dal collegio difensivo, composto dagli avvocati Dario Vannetiello, Veronica Paturzo, Andrea Castaldo e Stefano Montone, il ricorso puntava a ottenere un nuovo giudizio davanti alla Corte d'Appello di Roma, sostenendo che non fossero state adeguatamente esaminate numerose prove presentate recentemente dalla difesa.

Gli avvocati ritenevano che tali elementi potessero dimostrare l'assenza del reato di lottizzazione abusiva contestato alla famiglia e, di conseguenza, portare alla revoca della misura di confisca che ha interessato la struttura ricettiva.

La Corte di Cassazione ha però deciso di non accogliere la richiesta, confermando quindi, almeno in questa fase, gli effetti della precedente pronuncia. Le motivazioni del rigetto saranno rese note soltanto con il deposito della sentenza.

Nonostante la decisione sfavorevole, la vicenda giudiziaria non può ancora considerarsi definitivamente conclusa. Lo ha sottolineato l'avvocato Dario Vannetiello, spiegando che è tuttora pendente un ulteriore ricorso davanti alla Corte di Cassazione.

Quest'ultima impugnazione, ha precisato il legale, si fonda su presupposti giuridici differenti rispetto a quelli esaminati nel procedimento appena definito e mira comunque a ottenere la revoca della confisca del complesso alberghiero.

Secondo la tesi difensiva sostenuta dall'avvocato Vannetiello, la misura ablativa sarebbe infatti fondata su un elemento probatorio che la difesa ritiene non veritiero, circostanza che, se riconosciuta, potrebbe incidere sull'intera vicenda processuale.

Sarà ora la Suprema Corte a pronunciarsi anche su questo ulteriore ricorso, mentre il Grand Hotel La Sonrisa resta al centro di una delle più note vicende giudiziarie degli ultimi anni in Campania.

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