Rara e rischiosa gravidanza ectopica, ragazza salvata a Cava

A complicare ulteriormente la situazione vi era anche il coinvolgimento della parete vescicale

A cura di Redazione
06 luglio 2026 18:00
Rara e rischiosa gravidanza ectopica, ragazza salvata a Cava -
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Una giovane donna originaria di Cava de’ Tirreni è stata sottoposta con esito positivo a un delicato intervento chirurgico per il trattamento di una rara forma di gravidanza ectopica, la cosiddetta “scar pregnancy”, presso la Casa di Cura Tortorella di Salerno. La vicenda clinica è stata resa nota da Mario Polichetti, responsabile del reparto di Chirurgia Ginecologica e Oncologica della struttura, che ha seguito il caso insieme all’équipe medica. La paziente è stata dimessa nei giorni scorsi e ha fatto ritorno a casa in buone condizioni generali, dopo un percorso ospedaliero definito complesso ma risolto con successo.

La “scar pregnancy” è una forma rara e potenzialmente rischiosa di gravidanza ectopica che si sviluppa quando l’embrione si impianta sulla cicatrice di un precedente taglio cesareo. Nel caso specifico, la gravidanza si era localizzata su una cicatrice derivante da quattro precedenti parti cesarei, una condizione che ha reso il quadro clinico particolarmente delicato.

A complicare ulteriormente la situazione vi era anche il coinvolgimento della parete vescicale, un elemento che aumentava sensibilmente il rischio di complicanze, in particolare emorragiche. Proprio per questo, l’intervento ha richiesto un’attenta pianificazione e l’utilizzo di tecniche chirurgiche avanzate.

L’équipe medica ha optato per un approccio mininvasivo, riuscendo a trattare la patologia in modo efficace e, al tempo stesso, a preservare sia l’utero sia la vescica. Un risultato significativo, che ha permesso di ridurre i rischi intraoperatori e favorire un recupero più rapido della paziente.

Secondo quanto riferito dalla struttura sanitaria, il decorso post-operatorio è stato regolare e la donna ha potuto lasciare l’ospedale senza complicazioni, in condizioni cliniche stabili. Il caso viene considerato un esempio di gestione specialistica di una patologia rara e ad alta complessità, che richiede competenze multidisciplinari e un elevato livello di specializzazione chirurgica.

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