Quante occupazioni abusive, sanzionati noti locali
Tra gli esercizi interessati dal provvedimento figurano anche attività molto conosciute in città
Otto attività di somministrazione di Napoli dovranno sospendere temporaneamente l'esercizio dopo essere state sorprese a occupare il suolo pubblico con tavolini e dehors oltre gli spazi autorizzati. Il provvedimento è stato disposto dal Servizio Suap del Comune di Napoli attraverso una serie di ordinanze firmate il 17 luglio, in applicazione della normativa nazionale e del Regolamento comunale di polizia e sicurezza urbana.Le sospensioni sono state adottate in seguito a nuovi accertamenti effettuati dalla Polizia Locale. I titolari dei locali erano già stati sanzionati in passato e formalmente diffidati a non ripetere l'occupazione irregolare del suolo pubblico entro un anno. La successiva violazione ha fatto scattare automaticamente la sospensione dell'attività per tre giorni, come previsto dalle disposizioni vigenti.Tra gli esercizi interessati dal provvedimento figurano anche attività molto conosciute in città, tra cui la pizzeria Vincenzo Capuano, in piazza degli Artisti al Vomero, e Leopoldo Cafebar, situato in via Toledo, nei pressi di piazza Dante.Le ordinanze coinvolgono inoltre alcuni locali della zona della movida di Chiaia, in particolare nell'area di vico Belledonne, alcuni bar presenti lungo corso Secondigliano e un esercizio commerciale dei Quartieri Spagnoli, in vico Tre Regine.Le chiusure non saranno immediate ma verranno eseguite in maniera scaglionata tra il 17 e il 22 settembre 2026, periodo che coincide con i tradizionali festeggiamenti dedicati a San Gennaro, durante i quali il centro cittadino registra un notevole afflusso di persone.Il provvedimento rientra nell'attività di controllo avviata dal Comune per garantire il rispetto delle concessioni di occupazione del suolo pubblico e assicurare la libera fruizione degli spazi urbani da parte dei cittadini e dei pedoni.I titolari delle attività interessate potranno comunque impugnare le ordinanze presentando ricorso al Tribunale Amministrativo Regionale della Campania entro sessanta giorni dalla notifica del provvedimento.