Posta video di minacce su TikTok e si fa arrestare

Le immagini sono state individuate dagli uomini della Squadra investigativa del commissariato

A cura di Redazione
11 luglio 2026 15:00
Posta video di minacce su TikTok e si fa arrestare -
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Un video pubblicato sui social network è costato caro a Luigi De Falco, 32enne di Secondigliano già noto alle forze dell'ordine. L'uomo è stato arrestato dagli agenti della Squadra investigativa del commissariato Secondigliano dopo essere stato rintracciato nel territorio in cui, secondo un precedente provvedimento, non avrebbe potuto trovarsi. A tradire il 32enne è stato proprio un contenuto pubblicato sulla piattaforma TikTok. Nel filmato, secondo quanto ricostruito dagli investigatori, De Falco appariva mentre pronunciava frasi minacciose e dal contenuto intimidatorio. Ma durante la registrazione avrebbe commesso un errore decisivo: avrebbe dichiarato di recarsi abitualmente ogni sera nel rione Berlingieri, a Napoli, nonostante il divieto di dimora nel territorio comunale imposto nei suoi confronti per una precedente accusa di stalking.

Le immagini sono state individuate dagli uomini della Squadra investigativa del commissariato di Secondigliano, guidato dal vice questore aggiunto Tommaso Pintauro, nell'ambito dell'attività di monitoraggio della rete. Gli agenti hanno acquisito il video e, sulla base delle informazioni contenute nel filmato, sono riusciti a individuare il 32enne proprio nell'area dalla quale avrebbe dovuto tenersi lontano.

Il controllo ha portato al suo arresto a Casavatore, dove gli investigatori lo hanno bloccato facendo scattare nuovamente le manette. Secondo gli inquirenti, la sua stessa attività online avrebbe fornito elementi utili per localizzarlo e accertare la violazione delle prescrizioni imposte dall'autorità giudiziaria.

Il nome di Luigi De Falco era già comparso nelle cronache circa due anni fa, quando fu vittima di una violenta aggressione che per poco non gli costò la vita. All'epoca, appena trentenne, venne accoltellato lungo corso Italia, nel quartiere Secondigliano, da due giovani.

Dietro quell'episodio si sarebbe nascosta una vicenda nata da un motivo banale ma degenerata in una brutale aggressione. Secondo la ricostruzione investigativa, De Falco avrebbe preso una coperta lasciata su uno stendino all'interno di un palazzo per ripararsi dal freddo della notte. Alcuni residenti lo avrebbero notato e da lì sarebbe nato un litigio sfociato poi in una violenta spedizione punitiva.

Durante l'aggressione il 30enne riportò una grave ferita al polmone e fu trasportato d'urgenza prima all'ospedale di Frattamaggiore e successivamente al Monaldi di Napoli, dove venne sottoposto a un delicato intervento chirurgico che gli salvò la vita.

Nonostante le difficoltà legate al clima di omertà iniziale, gli investigatori riuscirono a ricostruire l'accaduto e a individuare i due presunti responsabili dell'aggressione.

A distanza di due anni, sono stati nuovamente gli stessi poliziotti a intervenire nei confronti di De Falco. Questa volta, però, a condurre gli agenti sulle sue tracce non sono state testimonianze o segnalazioni dei residenti, ma un elemento lasciato pubblicamente online: il video pubblicato sui social e visto dai suoi stessi follower.

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