Picchiati in casa per il posto auto dei disabili
La donna racconta di aver chiesto alla conducente del veicolo di liberare il posto, spiegando che quello spazio era riservato al figlio
Una lite scoppiata per l'occupazione di uno stallo riservato a una persona con disabilità si sarebbe trasformata in una violenta aggressione, culminata con il ferimento di un giovane finito in ospedale. È quanto denuncia Anna Combatti attraverso un lungo post pubblicato sui social, nel quale racconta quanto sarebbe accaduto davanti alla propria abitazione. I fatti sono avvenuti a Frattamaggiore. Secondo la sua ricostruzione, tutto avrebbe avuto origine quando un'automobile è stata parcheggiata in uno stallo per disabili assegnato da dodici anni al figlio, regolarmente autorizzato e identificato da apposita segnaletica numerata.La donna racconta di aver chiesto alla conducente del veicolo di liberare il posto, spiegando che quello spazio era riservato al figlio. La richiesta, però, sarebbe stata respinta. Sempre secondo il suo racconto, l'altra donna avrebbe sostenuto di avere anch'essa un familiare con disabilità e di ritenere quindi legittimo utilizzare quello stallo.Combatti afferma di aver spiegato che, per ottenere un parcheggio riservato, è necessario seguire l'iter amministrativo previsto dalla legge e che non è possibile occupare uno spazio già assegnato ad altri. Inoltre sostiene di aver trovato la segnaletica identificativa dello stallo divelta e abbandonata a terra.La situazione sarebbe poi rapidamente degenerata. La donna racconta che, dopo aver annunciato l'intenzione di segnalare l'accaduto alle autorità e di rendere pubblica la vicenda, sarebbero sopraggiunte altre persone appartenenti allo stesso nucleo familiare, dando vita a un'aggressione.Secondo quanto denunciato, quattro donne l'avrebbero affrontata davanti all'ingresso della sua abitazione e avrebbero oltrepassato la soglia di casa. All'interno dell'appartamento, riferisce, era presente anche l'altro figlio, una persona affetta da gravi problemi di salute che necessita di apparecchiature mediche.Nel tentativo di proteggerla, sarebbe intervenuto il secondo figlio della donna. Successivamente, sempre secondo la ricostruzione fornita dalla madre, sarebbe arrivato anche un uomo che, impugnando un casco da motociclista, avrebbe cercato di colpirla al volto. Il giovane si sarebbe frapposto tra l'aggressore e la madre, ricevendo il colpo in pieno viso.L'impatto sarebbe stato particolarmente violento. La visiera del casco si sarebbe frantumata e il ragazzo avrebbe riportato una frattura del setto nasale e numerose lesioni al volto.Il giovane è stato soccorso e trasportato prima all'ospedale di Frattamaggiore e successivamente trasferito al presidio ospedaliero di Pozzuoli per una consulenza specialistica otorinolaringoiatrica. Dopo gli accertamenti, i medici hanno escluso, al momento, la necessità di un intervento chirurgico, applicando un tutore nasale e disponendo ulteriori controlli.Nel suo sfogo, Anna Combatti definisce quanto accaduto un episodio di estrema gravità, denunciando non solo l'occupazione abusiva dello stallo riservato al figlio con disabilità, ma soprattutto la violenza che, a suo dire, avrebbe coinvolto la sua famiglia fin dentro l'abitazione.La donna ha annunciato l'intenzione di non lasciare cadere l'accaduto e di chiedere che vengano accertate tutte le responsabilità. Sulla vicenda saranno le autorità competenti a ricostruire l'esatta dinamica dei fatti e ad accertare eventuali responsabilità penali.