Non c'è l'accordo, radioterapie a rischio

Le strutture coinvolte sono una dozzina distribuite sull'intero territorio della Campania

A cura di Redazione
25 luglio 2026 14:30
Non c'è l'accordo, radioterapie a rischio -
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La radioterapia campana rischia di fermarsi. È l'allarme lanciato dai centri privati accreditati che operano nella cura dei pazienti oncologici, i quali denunciano il mancato rinnovo degli accordi contrattuali con le Aziende Sanitarie Locali per il 2026. Una situazione che, secondo gli operatori del settore, potrebbe avere pesanti ripercussioni sull'assistenza ai malati di tumore e sull'intero sistema sanitario regionale.A quasi otto mesi dall'inizio dell'anno, infatti, le strutture stanno continuando a garantire le prestazioni facendo riferimento a una proroga basata sui volumi di attività del 2025, ritenuti però ormai insufficienti a coprire il reale fabbisogno. Un sistema provvisorio che, secondo il Sindacato nazionale radiologi e le associazioni di categoria, non è più sostenibile né dal punto di vista organizzativo né sotto il profilo economico.Per richiamare l'attenzione delle istituzioni è stato convocato un incontro per mercoledì presso l'Hotel Ramada di Napoli. Al centro del confronto ci saranno il rinnovo dei contratti con le Asl e la definizione della nuova programmazione regionale, attesa da oltre un anno e considerata indispensabile per garantire continuità ai servizi.Le strutture coinvolte sono una dozzina, distribuite sull'intero territorio della Campania. Si tratta di centri che rappresentano un tassello fondamentale della rete oncologica regionale, consentendo ogni giorno a migliaia di pazienti di accedere gratuitamente ai trattamenti radioterapici senza affrontare lunghi tempi di attesa e senza essere costretti a spostarsi lontano dalla propria residenza. Un contributo che permette anche di alleggerire il carico di lavoro degli ospedali pubblici e di rispettare i tempi previsti per le cure.Il problema, spiegano i gestori delle strutture, è che senza accordi economici definitivi diventa sempre più difficile sostenere i costi di gestione. Le spese per il personale sanitario, la manutenzione delle apparecchiature, gli aggiornamenti tecnologici e il funzionamento dei macchinari continuano infatti a gravare interamente sui bilanci dei centri, mentre le risorse attese dalla programmazione regionale restano ancora bloccate.Non è la prima volta che il comparto si trova a fronteggiare una situazione di questo tipo. Anche negli anni precedenti la Regione Campania era dovuta intervenire con provvedimenti straordinari per evitare il blocco delle prestazioni, autorizzando anticipazioni economiche che consentissero alle strutture di proseguire l'attività nonostante il superamento dei tetti di spesa. Oggi, però, il settore denuncia che manca ancora la definizione ufficiale dei nuovi volumi di attività e dei relativi limiti di finanziamento per il 2026.L'allarme della radioterapia arriva in un momento particolarmente delicato per la sanità privata accreditata. Solo pochi giorni fa anche il comparto delle case di cura aveva proclamato lo stato di crisi, chiedendo alla Regione un aggiornamento delle tariffe, ferme da oltre un decennio, la liquidazione delle spettanze arretrate e una programmazione economica certa per l'anno in corso. Una questione che sarà affrontata anche nel Consiglio regionale convocato in seduta monotematica il 30 luglio.

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