Nato con paralisi cerebrale nella clinica del Napoletano, maxi-risarcimento
durante le ultime ore del travaglio né la madre né il bambino sarebbero stati sottoposti al monitoraggio cardiotocografico continuo
Un risarcimento milionario ottenuto senza affrontare un lungo processo in tribunale. È l'esito della vicenda che riguarda una coppia di genitori il cui figlio, nato nel luglio del 2020 in una clinica della provincia di Napoli, riportò una grave paralisi cerebrale infantile dopo il parto. L'intesa è stata raggiunta in sede stragiudiziale, consentendo alla famiglia di evitare un contenzioso giudiziario durato anni e di ottenere rapidamente le risorse necessarie per affrontare le cure e l'assistenza del bambino.A rendere nota la conclusione della vicenda è stata l'associazione Dignità al Malato, che ha seguito i genitori durante l'intero iter, sottolineando come l'accordo abbia evitato alla famiglia il peso emotivo e psicologico di una causa civile.
Il parto e le presunte omissioni
Secondo quanto ricostruito, durante le ultime ore del travaglio né la madre né il bambino sarebbero stati sottoposti al monitoraggio cardiotocografico continuo, un esame fondamentale per controllare il battito fetale e individuare tempestivamente eventuali segnali di sofferenza.
Il parto avvenne per via naturale, ma poco dopo la nascita emersero le gravi condizioni del neonato. Negli anni successivi gli venne diagnosticata una paralisi cerebrale infantile che gli ha causato importanti difficoltà motorie e del linguaggio, rendendolo non autonomo nella deambulazione e bisognoso di un'assistenza continua.
Le conclusioni dei consulenti
Secondo quanto riferito dall'associazione che ha assistito la famiglia, le consulenze tecniche avrebbero evidenziato che il proseguimento del monitoraggio cardiotocografico, come previsto dalle linee guida nazionali, avrebbe consentito di individuare in tempo una condizione di asfissia fetale cronica.
In base a questa ricostruzione, un tempestivo ricorso al taglio cesareo d'urgenza avrebbe potuto evitare il danno neurologico permanente riportato dal bambino.
L'accordo raggiunto
La controversia si è conclusa con un accordo risarcitorio di valore milionario raggiunto in sede stragiudiziale, senza arrivare davanti a un giudice. Una soluzione che, oltre a garantire un sostegno economico alla famiglia, ha evitato un lungo iter processuale e le inevitabili conseguenze sul piano umano e psicologico.
L'associazione: «Un percorso costruito sulla fiducia»
«Al di là dell'importante traguardo economico raggiunto – ha dichiarato la presidente dell'associazione Dignità al Malato, Fabiana De Felice – la nostra più grande soddisfazione è aver accompagnato questa giovane famiglia in un percorso che inizialmente sembrava impossibile. I genitori erano convinti che quanto accaduto fosse soltanto una tragica complicanza del parto e avevano rinunciato a qualsiasi iniziativa legale. Attraverso un lavoro di ascolto e di supporto siamo riusciti a ricostruire la vicenda e a ottenere una soluzione che consentirà loro di affrontare con maggiore serenità il futuro del loro bambino».