Motorini elettrici venduti come bici, sequestri da Sud a Nord
I militari hanno effettuato controlli presso depositi, grossisti e punti vendita al dettaglio, sequestrando migliaia di mezzi importati dall'estero
Un'operazione della Guardia di Finanza ha portato al sequestro, su tutto il territorio nazionale, di migliaia di veicoli elettrici commercializzati come biciclette a pedalata assistita ma ritenuti non conformi alle normative europee in materia di sicurezza. Il provvedimento è stato eseguito dai militari del Comando Provinciale di Palermo su delega della Procura della Repubblica di Palmi, in provincia di Reggio Calabria. L'inchiesta coinvolge un imprenditore palermitano e una società, indagati rispettivamente per i reati di frode in commercio, falso in atto pubblico e per la responsabilità amministrativa degli enti. Il sequestro è stato disposto dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Palmi.Operazione in tutta ItaliaL'intervento ha interessato numerose regioni italiane grazie a un'operazione coordinata che ha visto impegnati anche i reparti della Guardia di Finanza di Calabria, Campania, Puglia, Lombardia, Sardegna e Toscana.I militari hanno effettuato controlli presso depositi, grossisti e punti vendita al dettaglio, sequestrando migliaia di mezzi importati dall'estero e destinati alla commercializzazione sul mercato italiano.Secondo gli investigatori, i veicoli non rispettavano le prescrizioni previste dalla normativa europea e nazionale in materia di sicurezza e omologazione.Venduti come biciclette, ma erano scooterAl centro dell'indagine ci sono mezzi commercializzati come normali biciclette elettriche a pedalata assistita, ma che, secondo la ricostruzione della Guardia di Finanza, avrebbero caratteristiche tecniche incompatibili con questa classificazione.Gli investigatori spiegano che molti di questi veicoli, pur presentando l'aspetto esteriore di una e-bike, sarebbero stati modificati o progettati in modo da funzionare di fatto come veri e propri scooter elettrici.Questa configurazione avrebbe consentito loro di circolare senza targa, immatricolazione e omologazione, eludendo gli obblighi previsti dal Codice della strada per i ciclomotori.I rischi per la sicurezzaSecondo quanto emerso dalle indagini, i mezzi sequestrati sarebbero inoltre risultati privi dei requisiti richiesti dalla marcatura CE, elemento indispensabile per certificare la conformità del prodotto agli standard europei in materia di sicurezza.Per gli investigatori, l'immissione sul mercato di questi veicoli avrebbe rappresentato un potenziale rischio sia per gli utilizzatori sia per gli altri utenti della strada, trattandosi di mezzi non sottoposti ai controlli tecnici previsti dalla normativa.Cosa prevede la legge per le e-bikeLa normativa europea stabilisce che le biciclette a pedalata assistita, note anche come EPAC (Electrically Power Assisted Cycles), possono essere considerate biciclette solo se rispettano specifiche caratteristiche tecniche.Il motore elettrico deve avere una potenza massima di 250 Watt e deve fornire assistenza esclusivamente durante la pedalata. Inoltre, il supporto elettrico deve interrompersi automaticamente quando il ciclista smette di pedalare oppure al raggiungimento della velocità di 25 chilometri orari.Questi veicoli sono disciplinati dalla normativa europea sulla sicurezza dei macchinari e devono essere accompagnati dalla documentazione che ne certifica la conformità prima della commercializzazione.Le indagini proseguonoL'inchiesta della Procura di Palmi punta ora a ricostruire l'intera filiera di importazione e distribuzione dei mezzi sequestrati, verificando il numero effettivo dei veicoli immessi sul mercato e le eventuali responsabilità di altri soggetti coinvolti.Come previsto dalla legge, le accuse contestate agli indagati sono attualmente oggetto di indagine e dovranno essere accertate nel corso del procedimento giudiziario, nel pieno rispetto della presunzione di innocenza fino a un'eventuale sentenza definitiva.