Minore con il braccio rotto rimbalzato in cinque ospedali
Il sindacato parla di un episodio «angosciante» e di un possibile grave disservizio sul quale chiede verifiche immediate
Una vera e propria odissea sanitaria durata ore ha visto protagonista un ragazzo di appena 15 anni, costretto a spostarsi tra cinque strutture ospedaliere della Campania prima di ottenere l’assistenza necessaria per una grave frattura scomposta al braccio. La vicenda è stata denunciata dalla segreteria territoriale del Nursind di Salerno, che ha presentato una richiesta formale di chiarimenti ai vertici dell’Asl, alla Centrale operativa del 118, alla Regione Campania e, per conoscenza, alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Vallo della Lucania. Il sindacato parla di un episodio «angosciante» e di un possibile grave disservizio sul quale chiede verifiche immediate.
I fatti risalgono a venerdì scorso. Intorno alle 22:30 il giovane, dopo una caduta, ha riportato una frattura scomposta al braccio. Da quel momento è iniziato un lungo percorso tra strutture sanitarie diverse, con la famiglia costretta a cercare una soluzione per garantire al ragazzo cure adeguate.
Secondo quanto riferito dal Nursind, il primo ostacolo sarebbe arrivato dalla centrale operativa del 118, che avrebbe segnalato la mancanza di un ortopedico disponibile negli ospedali di Sapri e Vallo della Lucania.
Il ragazzo è stato quindi accompagnato al Pronto soccorso di Sapri, dove sarebbe stata eseguita una manovra d’urgenza per intervenire sulla frattura, ma senza effettuare esami radiografici. Alla famiglia sarebbe stato consigliato di rivolgersi al Santobono di Napoli, struttura specializzata nell’assistenza pediatrica.
Un’indicazione che avrebbe creato ulteriori difficoltà: il Santobono, infatti, accoglie pazienti fino ai 14 anni e il ragazzo, avendo già compiuto 15 anni, non rientrava nei criteri di presa in carico. Nonostante il diniego comunicato telefonicamente, secondo la denuncia il medico di Sapri avrebbe comunque suggerito ai familiari di raggiungere autonomamente Napoli.
Arrivati nella città partenopea durante la notte, la famiglia avrebbe constatato il mancato ricovero al Santobono e il conseguente trasferimento verso l’ospedale Cardarelli.
Una catena di spostamenti che ha sollevato le proteste del sindacato, che ora chiede di accertare eventuali responsabilità organizzative e di verificare il funzionamento della rete dell’emergenza-urgenza sul territorio.
L’obiettivo della richiesta di chiarimenti è fare luce sull’accaduto e comprendere se il percorso seguito dal giovane sia stato determinato da carenze strutturali, mancanza di comunicazione tra i servizi o altre criticità nella gestione dell’emergenza.