La Polonia si ribella: "Basta auto con le targhe polacche in Campania"

il meccanismo è stato ribattezzato "przekręt neapolski", ovvero la "truffa napoletana"

A cura di Redazione
30 luglio 2026 17:00
La Polonia si ribella: "Basta auto con le targhe polacche in Campania" -
Condividi

Per anni è stato uno stratagemma conosciuto soprattutto nel territorio napoletano: immatricolare auto e moto in Polonia per poter usufruire di costi assicurativi molto più bassi rispetto a quelli italiani. Un sistema che ora, però, ha attirato l'attenzione delle autorità polacche, preoccupate per le conseguenze economiche e assicurative del fenomeno. In Polonia il meccanismo è stato ribattezzato "przekręt neapolski", ovvero la "truffa napoletana": un'espressione utilizzata per indicare il sistema che permette a numerosi automobilisti italiani, in particolare residenti nell'area di Napoli, di circolare con targhe polacche sfruttando le differenze tra i due sistemi normativi.Come funziona il sistemaAlla base del fenomeno ci sarebbe una procedura formalmente regolare, ma considerata dagli osservatori una zona grigia della normativa.Le vetture vengono immatricolate in Polonia attraverso società che risultano proprietarie ufficiali dei mezzi. Successivamente le auto vengono concesse in noleggio a lungo termine agli utilizzatori italiani, che continuano però a utilizzare quotidianamente i veicoli sul territorio nazionale.Il vantaggio principale riguarda il costo dell'assicurazione: le polizze stipulate in Polonia risultano infatti generalmente più economiche rispetto alle tariffe italiane, soprattutto rispetto a quelle applicate nella provincia di Napoli, dove i premi della responsabilità civile auto sono storicamente tra i più elevati d'Italia.I numeri del fenomenoSecondo i dati dell'ACI, nel 2025 nella provincia di Napoli sono state registrate oltre 14mila targhe estere, con una netta prevalenza di immatricolazioni polacche.A livello nazionale, invece, sarebbero oltre 68mila i veicoli con targa polacca in circolazione sulle strade italiane, concentrati in larga parte proprio nell'area napoletana.Un fenomeno che negli anni è cresciuto grazie alla possibilità di ridurre sensibilmente i costi assicurativi, ma che ora viene osservato con maggiore attenzione dagli enti coinvolti.L'allarme delle assicurazioni polaccheA spingere Varsavia a intervenire sarebbero state anche le conseguenze economiche registrate dal sistema assicurativo polacco.Secondo il PBUK, l'ufficio polacco che gestisce i risarcimenti legati agli incidenti internazionali, nel 2025 si sarebbe verificato un aumento significativo dei sinistri in Italia causati da veicoli con targa polacca ma privi di una reale copertura assicurativa.I rimborsi sostenuti dall'ente sarebbero passati in un solo anno da circa 1,5 milioni di euro a oltre 4 milioni di euro.Una crescita che ha fatto scattare l'allarme tra le compagnie assicurative polacche, preoccupate che l'aumento delle frodi possa avere ripercussioni anche sui premi pagati dagli automobilisti residenti in Polonia.La stretta del governo polaccoPer contrastare il fenomeno, il governo di Varsavia sta lavorando a una riforma dei controlli sui veicoli immatricolati nel Paese.Uno degli interventi principali riguarda le revisioni automobilistiche, considerate uno degli strumenti attraverso cui sarebbe stato possibile ottenere documentazioni non corrispondenti alla reale presenza del veicolo sul territorio polacco.La nuova procedura dovrebbe prevedere l'obbligo di produrre documentazione fotografica che dimostri l'effettivo svolgimento della revisione presso le officine autorizzate. L'obiettivo è impedire il rilascio di certificati senza che il mezzo venga realmente controllato.La riforma si inserisce anche nel più ampio percorso europeo di rafforzamento dei controlli tecnici sui veicoli.Nuove targhe dopo la strettaMentre il sistema polacco finisce sotto pressione, a Napoli si starebbe già registrando un cambiamento nelle modalità utilizzate dagli automobilisti interessati.Secondo quanto riportato da un'inchiesta de Il Post, negli ultimi tempi sarebbe aumentata la presenza di veicoli con targhe della Repubblica Ceca e della Bulgaria, considerate nuove alternative dopo l'attenzione crescente delle autorità polacche.Il fenomeno delle targhe estere resta quindi al centro del dibattito: da una parte la ricerca di risparmi da parte degli automobilisti, dall'altra le preoccupazioni delle autorità e delle compagnie assicurative per possibili irregolarità e per gli effetti economici sui sistemi coinvolti.

Segui il Fatto Vesuviano