La Corte dei Conti: "Ha usato la carta aziendale spendendo 314mila euro"

Acquisti in gioielleria, abbigliamento, agenzie di viaggio, ristoranti e altre spese personali

A cura di Redazione
21 luglio 2026 14:30
La Corte dei Conti: "Ha usato la carta aziendale spendendo 314mila euro" -
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Acquisti in gioielleria, abbigliamento, agenzie di viaggio, ristoranti e altre spese personali sarebbero state pagate con una carta di credito aziendale. È quanto contestato dalla Procura regionale per la Campania della Corte dei conti a un dirigente nell’ambito di un’inchiesta sulla gestione di un ente sanitario pubblico. Il procedimento, avviato dai militari del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di finanza di Napoli, riguarda un presunto danno erariale superiore ai 314mila euro. Al dirigente è stato notificato un invito a dedurre, atto che precede l’eventuale citazione davanti alla magistratura contabile.Secondo gli accertamenti della Procura contabile, le carte di credito aziendali sarebbero state utilizzate per sostenere spese di diversa natura, tra cui ristorazione, vitto, alloggio, acquisti in gioielleria e negozi di abbigliamento, viaggi, carburante e altri pagamenti privi della necessaria documentazione giustificativa.Gli investigatori avrebbero rilevato una sostanziale assenza di note spese, relazioni di missione, documenti fiscali, indicazioni sui beneficiari delle prestazioni e motivazioni degli eventuali spostamenti, elementi indispensabili per verificare se le spese fossero effettivamente collegate alle attività istituzionali dell’ente.L’indagine avrebbe riguardato anche l’utilizzo delle autovetture di servizio. Attraverso l’analisi dei registri di bordo, dei contratti di noleggio, dei dati Telepass e delle registrazioni relative ai rifornimenti, sarebbe emerso un impiego frequente dei mezzi aziendali anche per spostamenti tra abitazione e luogo di lavoro, in alcuni casi nelle ore notturne.Secondo la ricostruzione della Guardia di finanza, anche alcune spese di carburante sarebbero state effettuate prevalentemente presso distributori vicini alla residenza dell’utilizzatore, circostanza ritenuta non compatibile con esigenze di servizio.La Procura regionale della Corte dei conti dovrà ora valutare le eventuali controdeduzioni del dirigente prima di decidere se procedere con ulteriori iniziative giudiziarie. Le contestazioni, in questa fase, rappresentano ipotesi al vaglio della magistratura contabile.

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