Inquinamento acustico, catenaccio alla movida

A rafforzare le proteste ci sarebbero anche i dati dei controlli fonometrici effettuati dall'Arpac il 22 giugno

A cura di Redazione
26 luglio 2026 15:00
Inquinamento acustico, catenaccio alla movida -
Condividi

Notte di tensione e nuove polemiche nel centro storico di Napoli, dove torna al centro del dibattito la questione della vivibilità urbana, del rumore notturno e della sicurezza nelle aree della movida. Sullo sfondo, un intreccio di denunce, sentenze amministrative e provvedimenti ritenuti insufficienti dai residenti. Dopo l'ennesimo episodio di violenza avvenuto in piazza Bellini, culminato anche con il ferimento di un uomo di 33 anni raggiunto da colpi d'arma da fuoco nelle ore dell'alba davanti ad alcuni locali ancora aperti, emerge una nuova iniziativa legale contro il presunto vuoto amministrativo che, secondo alcuni abitanti, si sarebbe creato negli ultimi mesi.

Cinque residenti del centro antico, assistiti dall'avvocato Gennaro Esposito, consigliere comunale e presidente del Comitato Vivibilità Cittadina, hanno infatti notificato il 9 luglio scorso una formale diffida indirizzata al sindaco di Napoli Gaetano Manfredi e al prefetto Michele di Bari. Al centro dell'atto c'è la richiesta di nuovi interventi urgenti per contrastare rumori, degrado e situazioni di disagio legate alla movida notturna.

Secondo i firmatari, il problema nasce dalla mancata prosecuzione delle misure adottate in precedenza dall'amministrazione comunale. La vicenda si inserisce in una battaglia già approdata davanti al Tar Campania, che con la sentenza numero 811/2026 avrebbe riconosciuto l'esistenza di una situazione di criticità, imponendo al Comune l'adozione di provvedimenti per la tutela della salute pubblica.

Nel marzo scorso il sindaco Manfredi aveva firmato un'ordinanza contingibile e urgente per limitare i rumori molesti nelle zone maggiormente interessate dalla movida. Il provvedimento, però, aveva una durata temporanea ed è scaduto il 6 maggio 2026. Da quel momento, secondo i residenti, non sarebbe stato adottato alcun nuovo atto restrittivo, lasciando nuovamente prive di specifiche regolamentazioni alcune aree del centro storico.

A rafforzare le proteste ci sarebbero anche i dati dei controlli fonometrici effettuati dall'Arpac il 22 giugno. Le rilevazioni avrebbero evidenziato livelli di rumore superiori ai limiti previsti dalla normativa in diverse strade, tra cui piazza Bellini, via San Sebastiano, via Conte di Ruvo e via Santa Maria di Costantinopoli.

Secondo quanto riportato nella diffida, in alcune fasce orarie notturne il differenziale tra il rumore ambientale e quello di fondo avrebbe raggiunto valori fino a 15 decibel oltre le soglie consentite, configurando una situazione di forte disagio per chi vive nella zona.

I residenti richiamano il principio secondo cui il diritto al riposo e alla tutela della salute rappresentano diritti fondamentali dei cittadini, già riconosciuti anche dalla giustizia amministrativa in altre aree della città interessate da problemi analoghi, come il quadrilatero di Chiaia.

La richiesta rivolta a Comune e Prefettura è quindi quella di intervenire rapidamente con una nuova ordinanza che preveda misure più incisive, maggiori controlli e strumenti efficaci per ridurre l'impatto della movida sulla vita quotidiana degli abitanti.

Nel mirino dell'avvocato Esposito finiscono anche alcune scelte del Consiglio comunale, in particolare la mancata introduzione di limiti più rigidi sulla vendita di bevande da asporto nelle ore notturne.

«Quando si formano assembramenti di migliaia di persone occorre prevenire – ha dichiarato il legale – utilizzando misure già adottate in altre città italiane, come il divieto di vendita da asporto dopo le ore 22. Una norma che aveva trovato il consenso della Giunta ma che il Consiglio comunale ha poi eliminato».

Segui il Fatto Vesuviano