Inferno per un'anziana al pronto soccorso di Boscotrecase

nel corso delle ore trascorse in reparto d’urgenza le sue condizioni cliniche avrebbero mostrato un progressivo peggioramento

A cura di Redazione
06 luglio 2026 16:00
Inferno per un'anziana al pronto soccorso di Boscotrecase -
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Una donna anziana sarebbe rimasta per oltre dodici ore consecutive su una sedia a rotelle nel Pronto Soccorso dell’ospedale S. Anna e SS. Madonna della Neve di Boscotrecase, assistita in condizioni di forte disagio e solo parzialmente alleviata con un cuscino improvvisato dai familiari. A denunciare l’episodio sono il deputato Francesco Emilio Borrelli e il consigliere regionale Carlo Ceparano, vicepresidente della Commissione Sanità, che hanno raccolto la segnalazione dei parenti della paziente e l’hanno resa pubblica chiedendo verifiche.Secondo quanto riferito dai familiari e riportato dagli esponenti politici, la donna sarebbe rimasta a lungo in attesa di un posto letto disponibile nei reparti di degenza, una condizione che avrebbe contribuito a prolungare la permanenza in Pronto Soccorso ben oltre i tempi ordinari di osservazione. Durante l’attesa, la gestione assistenziale sarebbe stata percepita come difficoltosa e discontinua, al punto che i parenti hanno raccontato di aver dovuto sollecitare più volte l’intervento del personale anche per bisogni basilari come alimentazione e idratazione.La paziente era stata inizialmente ricoverata per una significativa carenza di sodio, ma nel corso delle ore trascorse in reparto d’urgenza le sue condizioni cliniche avrebbero mostrato un progressivo peggioramento. Sempre secondo la ricostruzione fornita, sarebbero sopraggiunte complicazioni di natura respiratoria che hanno reso necessario il ricorso all’ossigenoterapia, in un quadro clinico reso più complesso da problematiche cardiache.Per i promotori della denuncia, il caso rappresenterebbe un ulteriore segnale delle difficoltà strutturali che interessano diversi presidi ospedalieri del territorio. “Siamo di fronte a una situazione che evidenzia una pressione ormai cronica sui pronto soccorso”, hanno dichiarato Borrelli e Ceparano, sottolineando come la carenza di personale sanitario e la limitata disponibilità di posti letto nei reparti finiscano per determinare un sovraccarico delle aree di emergenza, trasformandole di fatto in luoghi di permanenza prolungata per i pazienti.Nel loro intervento, i due esponenti hanno evidenziato anche il rischio che simili condizioni possano incidere negativamente non solo sull’organizzazione del lavoro sanitario, ma anche sulla qualità dell’assistenza e sulla dignità dei pazienti. In particolare, viene richiamata l’attenzione sulla necessità di garantire una gestione più efficiente dei flussi tra Pronto Soccorso e reparti di degenza, così da evitare stazionamenti eccessivamente lunghi in barella o su sedute non adeguate.Sulla vicenda è intervenuto anche il consigliere regionale Carlo Ceparano, che ha annunciato di aver già inoltrato una richiesta formale di chiarimenti alla direzione sanitaria dell’ASL Napoli 3 Sud, chiedendo di fare piena luce sull’accaduto e sulle eventuali criticità organizzative che lo avrebbero determinato.L’episodio si inserisce in un contesto più ampio di pressione sul sistema dell’emergenza-urgenza, che in diverse strutture ospedaliere della regione risulta spesso condizionato da carichi di lavoro elevati e dalla difficoltà di garantire una rapida disponibilità di posti letto nei reparti di destinazione. Le autorità politiche chiedono ora verifiche puntuali per accertare la dinamica dei fatti e valutare eventuali interventi correttivi.

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