In cinque anni 10mila accendini buttati sul litorale
Le aree interessate dai campionamenti sono soggette a divieto assoluto di balneazione
Sono 10.324 gli accendini recuperati in cinque anni di attività sulle spiagge del litorale domizio. È il dato emerso dall'inventario realizzato lo scorso 23 maggio dall'Associazione Domizia, impegnata dal 2021 nella tutela ambientale della costa tra Castel Volturno e Pozzuoli. Un numero impressionante che racconta l'entità dell'inquinamento e il lungo viaggio dei rifiuti prima di arrivare in mare. L'iniziativa ha interessato una parte dei materiali raccolti nel corso degli ultimi anni durante le operazioni di pulizia delle spiagge libere. I volontari, invece di avviare immediatamente allo smaltimento i rifiuti recuperati, li conservano nell'ambito del progetto di educazione ambientale "Museo del Danno", sostenuto dalla Fondazione Mario Diana, con l'obiettivo di sensibilizzare cittadini e istituzioni sull'impatto dell'inquinamento.
Durante la giornata del 23 maggio, gli oltre diecimila accendini sono stati catalogati uno ad uno, anche in base al colore, con una netta prevalenza di quelli azzurri. Alle operazioni hanno collaborato anche gli scout dell'Agesci Campania.
La maggior parte degli accendini è stata recuperata lungo la spiaggia della foce dei Regi Lagni, a Castel Volturno, mentre altri ritrovamenti sono stati effettuati nell'area della foce del Volturno e del canale di Cuma, nel territorio di Pozzuoli.
Secondo l'associazione, il dato più significativo riguarda proprio l'origine di questi rifiuti. Le aree interessate dai campionamenti sono infatti soggette a divieto assoluto di balneazione, e nel caso della spiaggia dei Regi Lagni l'accesso è vietato da anni perché area di cantiere. Per questo motivo, spiegano i volontari, è altamente improbabile che gli accendini siano stati lasciati direttamente dai bagnanti.
La spiegazione è un'altra: gli accendini vengono abbandonati nelle città, finiscono nelle caditoie stradali, vengono trascinati nelle reti fognarie e raggiungono il sistema dei Regi Lagni, che convoglia enormi quantità di rifiuti fino al mare, trasformandosi in una vera e propria "autostrada" dell'inquinamento verso la costa domizia.
«In questa zona – spiega Vincenzo Ammaliato, presidente dell'Associazione Domizia – le attività delle ecomafie sono state quasi completamente contrastate grazie al lavoro della magistratura e delle forze dell'ordine. Eppure l'ambiente continua a essere invaso dai rifiuti. In cinque anni abbiamo raccolto migliaia di oggetti che avrebbero dovuto trovarsi nei centri di raccolta o negli impianti di smaltimento, non sulle spiagge o in mare».
L'associazione sottolinea come i numeri raccolti rappresentino un campanello d'allarme sulla gestione dei rifiuti e sull'abbandono indiscriminato, evidenziando come piccoli gesti quotidiani possano avere conseguenze enormi sull'ecosistema marino. L'obiettivo del progetto resta quello di promuovere una maggiore consapevolezza ambientale e incentivare comportamenti più responsabili per tutelare il patrimonio naturale del litorale campano.