Il papà di Francesca: "Ho pagato per farla morire"

L'inchiesta è coordinata dal sostituto procuratore Mario Canale, che ha aperto un fascicolo iscrivendo nel registro degli indagati tre professionisti sanitari

A cura di Redazione
04 luglio 2026 17:00
Il papà di Francesca: "Ho pagato per farla morire" -
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La morte di Francesca Tucci continua a sollevare interrogativi e ad alimentare il dolore della famiglia, che ora chiede di fare piena luce sulle cause del decesso della giovane di 24 anni. La ragazza è morta il 3 luglio nel reparto di terapia intensiva dell'ospedale Cardarelli di Napoli, dove era stata ricoverata dopo essersi sottoposta a un intervento chirurgico eseguito in regime di intramoenia. A rompere il silenzio è il padre della giovane, Vincenzo Tucci, 60 anni, che affida tutta la sua disperazione a una frase destinata a lasciare il segno: «Ho pagato per far morire mia figlia». Parole che esprimono il profondo dolore di un genitore e la volontà della famiglia di ottenere risposte su quanto accaduto durante il percorso sanitario della ragazza.

Dopo l'esposto presentato dai familiari, la Procura della Repubblica di Napoli ha avviato gli accertamenti necessari per ricostruire la vicenda. I magistrati hanno disposto il sequestro della salma affinché venga eseguito l'esame autoptico, considerato fondamentale per chiarire le cause della morte e verificare eventuali responsabilità. Il conferimento dell'incarico ai consulenti tecnici nominati dalla Procura è previsto per martedì, quando prenderanno ufficialmente il via gli accertamenti irripetibili.

L'inchiesta è coordinata dal sostituto procuratore Mario Canale, che ha aperto un fascicolo iscrivendo nel registro degli indagati tre professionisti sanitari. Si tratta del chirurgo Felice Pirozzi e dei medici Giuseppe Magno e Francesca Duro. L'iscrizione rappresenta un atto previsto dalla legge per consentire agli indagati di partecipare, con propri consulenti, agli accertamenti tecnici disposti dall'autorità giudiziaria, senza che ciò costituisca un giudizio di responsabilità.

Sul fronte della difesa dei medici coinvolti opera un collegio composto dagli avvocati Massimo Lanna, Massimo D'Errico e Francesco Petruzzi. Proprio quest'ultimo ha spiegato di essere stato contattato dalla famiglia Tucci per assisterla nell'individuazione di consulenti tecnici che possano seguire le operazioni peritali.

«Sono stato chiamato dalla famiglia Tucci perché non si riusciva a trovare uno specialista di parte da nominare per l'autopsia», ha dichiarato l'avvocato Petruzzi. Il legale ha inoltre annunciato che a rappresentare gli interessi della famiglia durante l'esame autoptico saranno, tra gli altri, il medico legale Luca Scognamiglio e il professore Maurizio Gentile. Scognamiglio è già impegnato come consulente in un altro delicato procedimento giudiziario, quello relativo alla morte del piccolo Domenico Caliendo.

L'esito dell'autopsia sarà ora uno degli elementi centrali dell'inchiesta, dalla quale la Procura punta a ricostruire con precisione quanto accaduto prima e dopo l'intervento chirurgico e ad accertare se vi siano eventuali profili di responsabilità nella gestione clinica della giovane paziente. La famiglia, nel frattempo, continua a chiedere che venga fatta piena chiarezza su una tragedia che ha sconvolto i suoi cari e l'intera comunità.

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