Il killer di Martina: "Nessun perdono, non riesco a perdonarmi nemmeno io"
Tucci è apparso visibilmente commosso davanti alla Corte e ha pronunciato le sue parole in videoconferenza
«Mi dispiace per Martina, chiedo scusa ma non perdono, perché non perdono me stesso per questa brutta cosa». Con queste parole è iniziata l’udienza del processo per l’omicidio di Martina Carbonara, la giovane uccisa a Napoli, con la dichiarazione spontanea di Alessio Tucci, 20 anni, reo confesso del delitto. Tucci è apparso visibilmente commosso davanti alla Corte e ha pronunciato le sue parole in videoconferenza, come stabilito dopo le tensioni registrate tra le due famiglie durante la prima udienza. In aula era presente anche la madre di Martina, Enza Cossentino, alla quale il giovane si è rivolto nel corso del suo intervento.
«Continuo a chiedere scusa alla famiglia – ha detto Tucci – perdono no, per questa cosa orrenda. Ancora oggi, dopo un anno, non ho capito cosa sia successo quel giorno. Per me è un incubo, non c’è un minuto in cui non penso alla ragazza. Penso a cosa sta facendo là fuori, ma lei non c’è più».
Il 20enne ha poi fatto riferimento anche a un messaggio pronunciato in una precedente udienza, nel quale era stata ascoltata la frase «devi morire per amore». «Intendevo dire “come sto soffrendo, devi soffrire tu” – ha spiegato – non intendevo cose assurde. Io non ho mai minacciato lei e altri».
Nel corso della dichiarazione Tucci ha ribadito il legame che aveva con Martina e il rimorso per quanto accaduto: «Le volevo tantissimo bene, sono consapevole e pagherò fino all’ultimo, ma non ho capito quello che è successo. Ho sempre fatto bene, ho lavorato, non ho capito cosa sia successo quel giorno. Non se lo meritava».
Il processo prosegue con al centro la ricostruzione dei fatti e delle responsabilità per la morte della giovane, mentre la famiglia di Martina continua a chiedere piena verità e giustizia.