Figlio costringe la madre ad andare a comprargli la droga

Le indagini, condotte anche mediante telecamere nascoste e intercettazioni telefoniche, avrebbero consentito di documentare centinaia di presunte cessioni di sostanze stupefacenti

A cura di Redazione
07 luglio 2026 07:00
Figlio costringe la madre ad andare a comprargli la droga -
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Sette persone sono state raggiunte da misure cautelari nell'ambito di un'indagine su un presunto traffico di crack e cocaina attivo a Maddaloni, in provincia di Caserta. L'operazione, eseguita dalla Polizia di Stato nelle prime ore della mattinata, ha portato all'arresto di quattro indagati in carcere e di altri tre ai domiciliari, in esecuzione di un'ordinanza emessa dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Napoli.Secondo quanto ricostruito dagli investigatori della Squadra Mobile e del commissariato di Maddaloni, il gruppo avrebbe gestito una fiorente attività di spaccio attraverso un sistema di consegne a domicilio. Gli ordini, infatti, sarebbero stati raccolti telefonicamente e successivamente recapitati ai clienti nei luoghi concordati, con una modalità di vendita "delivery" che avrebbe consentito di operare a qualsiasi ora del giorno.Al vertice dell'organizzazione, secondo l'ipotesi accusatoria, ci sarebbero Rosaria Farina e il compagno Vincenzo Fuiano. La base operativa del gruppo sarebbe stata individuata nelle case popolari della periferia di Maddaloni, dove gli investigatori hanno concentrato le attività di osservazione e monitoraggio.Le indagini, condotte anche mediante telecamere nascoste e intercettazioni telefoniche, avrebbero consentito di documentare centinaia di presunte cessioni di sostanze stupefacenti, ricostruendo una rete di spaccio ritenuta particolarmente organizzata e capillare.Tra gli elementi emersi dall'inchiesta vi è anche una vicenda che gli investigatori descrivono come emblematica del dramma della tossicodipendenza. Le intercettazioni riportano infatti il caso di una madre che, secondo l'accusa, acquistava crack per conto del figlio, abituale consumatore della sostanza.In una conversazione telefonica risalente al 7 dicembre 2024, la donna avrebbe ordinato sette dosi di crack. Dopo la consegna, preoccupata di aver ricevuto un quantitativo inferiore rispetto a quello richiesto, avrebbe ricontattato lo spacciatore per chiedere spiegazioni. Quest'ultimo le avrebbe assicurato che la quantità era corretta, precisando di aver consegnato la sostanza in un'unica confezione anziché suddividerla in più dosi.Dalle intercettazioni emerge anche la preoccupazione della donna, che avrebbe spiegato di non avere alcuna competenza in materia e di aver chiesto chiarimenti soltanto per evitare che il figlio, convinto di aver ricevuto meno droga del previsto, potesse prendersela con lei. Lo stesso interlocutore, secondo quanto riportato negli atti dell'indagine, si sarebbe offerto di parlare direttamente con il ragazzo qualora fossero sorte contestazioni.L'episodio, riportato nell'ordinanza cautelare, rappresenta uno degli aspetti più drammatici dell'inchiesta e restituisce il quadro delle profonde conseguenze sociali e familiari legate alla diffusione delle sostanze stupefacenti.Le accuse contestate agli indagati rappresentano, allo stato, ipotesi investigative che saranno sottoposte al vaglio dell'autorità giudiziaria nel corso del procedimento, nel rispetto del principio di presunzione di innocenza fino a un'eventuale sentenza definitiva.

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