Esposito, tracce del killer in un telefono

Dopo l’autopsia eseguita martedì all’ospedale di Eboli, sono emersi nuovi elementi sulla possibile dinamica della morte

A cura di Redazione
25 luglio 2026 07:00
Esposito, tracce del killer in un telefono -
Condividi

L’ultima speranza della famiglia di Luigi “Luca” Esposito è affidata al test del Dna. Le sorelle del giornalista sportivo salernitano di 53 anni, Ida e Francesca, aspettano ancora una conferma definitiva sull’identità dei resti carbonizzati ritrovati all’alba di domenica scorsa nella zona di Cioffi, a Eboli. Una speranza dettata soprattutto dall’amore e dal dolore, nonostante gli elementi raccolti finora dagli investigatori sembrino indirizzare verso l’ipotesi che quel corpo appartenga proprio a Esposito. La certezza, però, arriverà soltanto con l’esito degli accertamenti affidati ai carabinieri del Ris di Roma.

La famiglia, attraverso il proprio legale, chiede due cose precise: arrivare al più presto alla verità e tutelare la propria riservatezza in un momento segnato da una perdita improvvisa e da una violenza che ha sconvolto tutti.

L’avvocata: “Nessuno sviluppo investigativo certo, serve rispetto per il dolore”

«È un momento molto delicato per la famiglia – ha spiegato Annalisa Califano, legale delle sorelle della vittima –. Al momento non risultano ancora sviluppi investigativi certi e questo ovviamente aumenta il dolore e l’attesa».

La famiglia, ha aggiunto la professionista, ripone piena fiducia nella Procura e negli investigatori, chiedendo però che il percorso investigativo venga accompagnato dal massimo riserbo.

Un appello rivolto anche contro ricostruzioni non verificate e indiscrezioni che rischiano di aggravare ulteriormente la sofferenza dei familiari.

L’autopsia: accertate le violenze, attesa per gli esami istologici

Dopo l’autopsia eseguita martedì all’ospedale di Eboli, sono emersi nuovi elementi sulla possibile dinamica della morte, ma restano ancora molti punti da chiarire.

Una delle ipotesi circolate nelle ultime ore riguarda la possibile presenza di tracce di fumo nei polmoni, un dettaglio che potrebbe far pensare che Esposito sia stato dato alle fiamme quando era ancora vivo o in condizioni agonizzanti.

Questo elemento, però, non è stato ancora confermato e sarà necessario attendere gli esami istologici sui campioni prelevati durante l’autopsia.

Al momento le certezze degli investigatori sarebbero tre: il giornalista sarebbe stato brutalmente picchiato, non sarebbe stato ucciso con un colpo d’arma da fuoco e non ci sarebbero elementi che confermino l’ipotesi dello strangolamento.

Gli accertamenti sono stati affidati a un collegio peritale nominato dalla Procura di Salerno, composto da medico legale, anatomopatologo e specialista in chimica e tossicologia. Gli esperti dovranno stabilire con precisione la causa della morte, il momento del decesso e gli strumenti utilizzati per provocarlo.

Le ultime ore di vita del giornalista: il mistero dell’appuntamento a Eboli

Parallelamente agli esami scientifici, gli investigatori stanno ricostruendo gli ultimi movimenti di Luigi Esposito.

Secondo quanto emerso, intorno alle 16.45 di quel giorno il 53enne avrebbe comunicato ad alcune persone di sua conoscenza che stava per uscire di casa, senza però spiegare il motivo.

Successivamente sarebbe rientrato nella sua abitazione, dove sarebbe rimasto fino alle 20.45 circa. Un dettaglio confermato dall’ultimo accesso su WhatsApp del telefono ritrovato in casa, registrato alle 20.41.

Dopo quell’orario Esposito sarebbe uscito nuovamente, avrebbe preso la sua Lancia Y bianca e si sarebbe messo in viaggio. Una delle ipotesi è che fosse diretto verso Agropoli, dove avrebbe dovuto trascorrere il fine settimana, ma che abbia fatto una deviazione nella zona di Eboli.

La sua automobile sarebbe stata notata tra le 22 e le 23 nella zona di Cioffi, proprio l’area dove il corpo è stato poi ritrovato.

Resta quindi uno degli interrogativi principali dell’inchiesta: chi stava aspettando Luigi Esposito quella sera e per quale motivo?

Il cellulare scomparso e la pista degli assassini

Un elemento considerato importante dagli investigatori è il telefono personale del giornalista, che non è stato ancora ritrovato.

L’ipotesi al vaglio è che possa essere stato portato via da chi ha aggredito e ucciso Esposito, forse nel tentativo di eliminare elementi utili alle indagini.

Gli investigatori stanno passando al setaccio ogni dettaglio della vita privata e professionale del 53enne, cercando di ricostruire eventuali rapporti, incontri e motivazioni che possano spiegare il brutale omicidio.

Al momento resta aperta anche l’ipotesi della presenza di più persone coinvolte nell’aggressione. La svolta potrebbe arrivare dall’identificazione definitiva della vittima, dagli esami scientifici e dall’analisi degli ultimi contatti del giornalista.

Segui il Fatto Vesuviano