Ecco la terza ondata di caldo africano: punte di 42 gradi

Il nuovo impulso africano porterà condizioni particolarmente difficili soprattutto nelle grandi città

A cura di Redazione
08 luglio 2026 17:00
Ecco la terza ondata di caldo africano: punte di 42 gradi -
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L'Italia si prepara ad affrontare una nuova fase di caldo intenso, con l'arrivo della terza ondata africana dell'estate 2026. Nei prossimi giorni l'anticiclone subtropicale porterà una nuova impennata delle temperature, con valori destinati a superare i 40 gradi in diverse aree del Paese e picchi ancora più elevati nelle zone maggiormente esposte. Secondo gli esperti, la situazione non sarebbe riconducibile a una semplice parentesi di caldo eccezionale, ma a una fase più ampia caratterizzata da temperature costantemente sopra la media stagionale. Dalla fine di maggio, infatti, l'Italia ha alternato brevi periodi di relativa normalità a nuove risalite termiche, dando vita a una lunga sequenza di giornate molto calde.

A delineare lo scenario è Lorenzo Tedici, meteorologo responsabile media de iLMeteo.it, che evidenzia come l'estate in corso sia segnata da una continuità anomala delle alte temperature. Il primo episodio di forte caldo si era verificato tra il 24 maggio e il 1° giugno, seguito da una seconda ondata compresa tra il 17 giugno e il 1° luglio. Ora è attesa una terza fase, destinata a protrarsi anche oltre la metà del mese.

Il nuovo impulso africano porterà condizioni particolarmente difficili soprattutto nelle grandi città, dove all'afa diurna si aggiungeranno le cosiddette notti tropicali, con temperature minime elevate e valori che in molti centri urbani potrebbero rimanere superiori ai 25 gradi. In Sardegna sono previste le punte più estreme, con valori che tra domenica e lunedì potrebbero arrivare fino a 42 gradi.

Il quadro complessivo racconta un cambiamento rispetto al passato. Le temperature medie estive italiane sembrano ormai stabilizzarsi su livelli molto più elevati, con giornate frequentemente intorno ai 35 gradi e improvvise fiammate capaci di portare il termometro oltre la soglia dei 40.

Un andamento diverso rispetto alle estati di qualche decennio fa, quando le massime più comuni si mantenevano generalmente più contenute e i valori di 35-36 gradi rappresentavano episodi meno frequenti e più circoscritti.

A rendere ancora più pesante la percezione del caldo è soprattutto la persistenza delle alte temperature anche nelle ore notturne. Le città fanno fatica a disperdere il calore accumulato durante il giorno e il riposo notturno diventa più difficile a causa dell'assenza di un adeguato calo termico.

Gli esperti indicano tra i principali fattori alla base di questo fenomeno il riscaldamento globale, insieme agli effetti dell'urbanizzazione e della crescente presenza di superfici impermeabili come cemento e asfalto. Nei grandi centri abitati questi elementi contribuiscono al cosiddetto effetto isola di calore urbana, amplificando le temperature rispetto alle aree meno urbanizzate.

Il risultato è un aumento della pressione sulle città, dove traffico, edifici, materiali edilizi e scarsa ventilazione favoriscono l'accumulo di calore e rendono le ondate africane sempre più intense e prolungate.

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